Speciale Digitalizzazione

Realtà aumentata per la posa di mattoni in laterizio Innovazione sperimentale e tradizione materica

Il contributo si concentra sull’impiego della realtà aumentata per la posa in opera di elementi in laterizio, per il controllo di morfologie complesse. A tale scopo, si espone il caso di studio di Gramazio Kohler Research per la cantina greca Kitrus

La realtà aumentata (augmented reality) è una tecnologia di restituzione di informazioni digitalizzate caratterizzata dalla sovrapposizione ad ambienti reali, di contenuti virtuali, multimediali, dati geolocalizzati, etc. Tali contenuti possono essere fruiti mediante l’impiego di interfacce fisiche: queste ultime sono classificabili in termini di invasività, in relazione alle attività quotidiane e spaziano dai sistemi appositi che si interpongono tra gli organi di senso e la realtà (see-through displays) e i dispositivi di uso comune (smartphone e tablet). Qualsiasi applicazione in realtà aumentata, per poter consentire la fruizione dei contenuti virtuali in maniera omogenea a quelli reali, si articola nelle seguenti fasi:
• riconoscimento senza ambiguità di un sistema di riferimento relativo all’ambiente esterno;
• tracciamento ovvero codifica dell’ambiente riconosciuto mediante lo sfruttamento di sensori quali accelerometro, giroscopio, bussola, GPS, etc.;
• sovrapposizione e allineamento dei contenuti virtuali nella scena reale digitalmente ricostruita, allineando i primi ai secondi in maniera solidale.
La realtà aumentata fa parte di un sistema complesso in cui sfumano, l’una dentro l’altra, una serie di realtà con caratteristiche differenti. Per definire tale sistema complesso, si può parlare di realtà estesa (extended reality) che comprende, oltre alla realtà reale e alla realtà aumentata, anche la realtà virtuale (virtual reality) e la realtà mista (mixed reality). La differenza tra questi tipi di esperienza è data dal rapporto tra la presenza di elementi reali e virtuali e dal grado di interazione che si può avere con questi ultimi. Tale tassonomia risale al 1999 ed è tuttora valida: si deve immaginare la realtà come un “continuum” in cui si passa dal totalmente reale ad una realtà interamente virtuale, in cui la predominanza di contenuti informatizzati è massima. Le sfumature al suo interno costituiscono la realtà aumentata (da contenuti virtuali) o la virtualità aumentata (da contenuti reali). In un ambiente misto, quando è possibile interagire in maniera simile sia con i contenuti reali sia con quelli virtuali allora si parla di realtà mista ...