Ornati in laterizio: tradizione e conservazione

La tradizione dei mattoni decorati in rilievo ha un passato glorioso oltre che un’ampia diffusione: si tratta di una tradizione non documentata, ora appannaggio di pochissime fornaci artistiche, che rischia di andare perduta per sempre.

Tradizioni antichissime  e fortune ottocentesche

La tradizione dei cotti decorativi è connaturata alle caratteristiche di modellabilità del materiale argilloso. Sia la scultura in materiale lapideo, sia la modellazione artistica di pasta di argilla sono ascrivibili alle origini dell’espressione artistica dell’uomo. 

“La produzione di laterizi ornati a rilievo è attestata in tutte le regioni del Mediterraneo, sin dalla tarda antichità” [1, p. 63]. Decorazioni in cotto sono documentate in area pavese sul finire del secolo XI e in area toscana a metà del XII [2]. I trattatisti, da Vitruvio all’Alberti, al Filarete, a Francesco di Giorgio Martini, al Serlio, a Vignola, a Palladio, a Scamozzi, rubricano aspecificamente i laterizi ornati a rilievo fra gli apparati decorativi [3]. Eppure proprio il Filarete nel 1456 concepì il disegno generale dell’Ospedale Maggiore di Milano, Ca’ Granda, i cui laterizi decorati a rilievo furono disegnati da Guiniforte Solari [4]. Gli enciclopedisti Diderot e D’Alembert non ne fanno cenno esplicito, pur riportandone i disegni di ornato nella sezione architettura...