Edificio ad energia quasi zero in un’ottica di ciclo di vita

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La Direttiva 2010/31/UE (EPBD recast 2010) sulla prestazione energetica degli edifici ha introdotto due elementi fondamentali, il concetto di edificio a energia quasi zero e il requisito di livello ottimale in funzione dei costi, che stanno cambiando radicalmente l’approccio alla progettazione e alla costruzione. La direttiva, tuttavia non contiene prescrizioni o indicazioni specifiche in merito alla qualificazione di tali ambiziosi requisiti.

Di conseguenza, come riportato da EURIMA [1], alcuni degli Stati si sono mossi in anticipo sviluppando regolamenti edilizi in linea con la direttiva, ma secondo approcci personali e spesso tra loro diversi. L’Edificio a energia quasi zero è un edificio ad altissima prestazione energetica il cui fabbisogno energetico molto basso o quasi nullo dovrebbe essere coperto in misura molto significativa da energia da fonti rinnovabili, compresa l’energia da fonti rinnovabili prodotta in loco o nelle vicinanze [2]. Per “livello ottimale in funzione dei costi” si intende il livello di prestazione energetica che comporta il costo più basso durante il ciclo di vita economico stimato (LCC).La EPBD prevede che gli Stati membri adottino le misure necessarie a fissare i requisiti minimi di prestazione energetica per gli  edifici al fine di raggiungere livelli ottimali in funzione dei costi, calcolato sulla base del metodo comparativo definito con il Reg. Del. UE n. 244/2012 del 16/01/2012. E questo è il punto. In attesa della pubblicazione degli standard CEN EPBD [3], spetterà agli Stati membri
definire cosa si intenda per “altissima prestazione energetica” ed è proprio l’ambiguità di questa definizione che ha favorito il consolidamento di metodologie non omogenee per il calcolo del bilancio energetico di un edificio.

Nella letteratura esistente, i concetti “Quasi Zero Energia” e “Netta–Energia Zero” sono descritti con una vasta gamma di termini ed espressioni e possono essere individuati diversi approcci possibili alla soluzione del problema della loro quantificazione. Le barriere e le incongruenze sollevate dalla mancanza di una definizione di ZEB concertata e armonizzata, sono state già ampiamente discusse a livello internazionale...