Italia/Firenze  
Speciale “Cupola del Brunelleschi”

Attualità di un’architettura storica

Per i 600 anni dal concorso di affidamento del cantiere
L’affidamento del cantiere della cupola di Santa Maria del Fiore avvenne a seguito di un concorso, bandito nel 1418, a cui partecipò Filippo Brunelleschi. Dopo molti contrasti, nel 1420, Brunelleschi fu nominato capomaestro. A seicento anni dal concorso che avviò la realizzazione della cupola, lo Speciale di CIL propone alcuni contributi che pur illustrando aspetti diversi dell’opera fiorentina, straordinario esempio di architettura storica, ne sottolineano ancora la sorprendente complessità costruttiva e la straordinaria attualità del tema trattato.

 

La cupola di Santa Maria del Fiore a Firenze, realizzata fra il 1420 e il 1436, è stata oggetto già a partire dalla sua progettazione e dalla sua costruzione di significative contrapposizioni e rappresenta ancora oggi un fecondo ‘terreno’ d’indagini, studi e dibattiti circa la complessa forma architettonica, il relativo comportamento strutturale, le tecniche costruttive che la caratterizzano, le modalità operative che ne hanno consentito la realizzazione. A partire dalla seconda metà del Novecento, e in special modo in occasione della campagna di restauro degli affreschi della cupola (promossi nel 1977 e iniziati dieci anni dopo con la costruzione di un grande ponteggio e l’installazione di un complesso sistema di monitoraggio ancora oggi attivo) sono state avviate numerose ricerche e pubblicati, successivamente, diversi volumi che in vario modo hanno contribuito alla conoscenza di questa celebre opera architettonica. Solo per riportare alcuni esempi, si rammentano gli studi condotti da Piero Sanpaolesi, che partendo da un’attenta osservazione dell’apparecchio murario e dalla lettura della documentazione di archivio, risalì al processo costruttivo della cupola. Sono inoltre significativi: gli studi scientifici di Salvatore Di Pasquale sulla geometria e sui materiali della cupola; il lavoro di elaborazione e interpretazione dei dati del monitoraggio, nonché alcune analisi di stabilità curati da Andrea Chiarugi e Carlo Blasi; lo studio architettonico e artistico assieme al resoconto dei restauri rea- lizzati fra la fine degli anni Ottanta e i primi del Novecento, di Cristina Acidini Luchinat e Riccardo Dalla Negra; e ancora i contributi di natura storico-architettonica di Giuseppe Rocchi Coopmans de Yoldi; quelli più recenti di Francesco Gurrieri, Roberto Corazzi e Giuseppe Conti. Come è noto, l’affidamento del cantiere della cupola avvenne a seguito di un concorso, bandito nel 1418 dall’Opera di Santa Maria del Fiore, a cui partecipò Filippo Brunelleschi. Dopo molti contrasti, nel 1420, Brunelleschi, insieme con Lorenzo Ghiberti, fu nominato capomaestro fino al 1425, anno in cui Ghiberti fu estromesso dal cantiere. In occasione dei seicento anni trascorsi dal concorso che avviò la realizzazione della cupola di Santa Maria del Fiore, la rivista ha ritenuto importante dedicare una ‘speciale’ attenzione a questa architettura, proponendo alcuni contributi che pur illustrando aspetti diversi dell’opera fiorentina, ne sottolineano ancora la sorprendente complessità costruttiva e la straordinaria attualità del tema trattato. Un’analisi dettagliata dell’apparecchio in laterizio della cupola ha ad esempio consentito a Luca Giorgi e Pietro Matracchi di individuare le fasi esecutive di cantiere e le particolarità tecniche e costruttive. Da una lettura storico-strutturale del quadro fessurativo e dei dati di monitoraggio raccolti nel corso del tempo, Federica Ottoni e Carlo Blasi chiariscono il comportamento statico della cupola e la conseguente strategia di intervento per impedire la progressione, seppur lenta, delle lesioni registrate già sul finire del XVII secolo. Roberto Corazzi descrive la tessitura muraria e la tipologia costruttiva della sezione della struttura, grazie a sofisticate indagini strumentali, quali il georadar e la tomografia. Infine, Attilio Pizzigoni e Vittorio Paris sot- tolineano l’ingegnoso dispositivo a ‘spinapesce’ impiegato da Brunelleschi per la costruzione della cu pola, la permanenza di questa tecnica nei secoli XV e XVI, e l’importanza, ancora oggi, di indagarla per trarne nuovi spunti applicativi.

Adalgisa Donatelli, "Sapienza" Università di Roma