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Grecia/Atene  
mab Architects

Padiglione Plinthos

Chi avrebbe mai immaginato che il blocco forato, così diffusamente impiegato e nascostamente rivestito da strati di intonaco, potesse diventare elemento permeabile, «trasparente» e interattivo, atto a stimolare i nostri sensi, tattile, visivo e auditivo?
Ebbene lo studio greco di Atene mab Architects è riuscito con successo nell’impresa, manipolando il forato brillantemente e componendolo in un vortice sensoriale di luce, colori, suoni.

È stata così realizzata una inconsueta e avvolgente istallazione che porta il visitatore a essere protagonista attivo e spettatore dell’evento. Plinthos è una scultura «vivente», sagomata con 21.816 elementi di laterizio, realizzata all’interno di un magazzino, un ambiente di circa 12x8 m, in modo da avviluppare i presenti in una esperienza davvero originale.
L’involucro segue quel semplice gesto ancestrale che indica il percorso verso un dentro sacrale, definendo lo spazio nella sua fluidità materica e stimolando, con estrema sintesi, le essenziali reazioni cinestesico-sensoriali.
Il preludio è formato da un primo tratto con un vestibolo di circa 4 m, caratterizzato da una sequenza strettoia-«pancia»-strettoia. Una guida di luce che corre alla base dell’involucro, smaterializzandolo, rischiara la trama del pavimento che si rivela della medesima matericità delle pareti: blocchi forati che esibiscono le loro aspre irregolarità, generando sensazioni che, attraverso i nostri recettori, tendini, guaine e muscoli, raggiungono il cervello.
L’epilogo è nello spazio maggiore in forma di bozzolo nel quale, da una curvatura dell’involucro, emerge un sedile, anch’esso in blocchi forati, dove poter assumere un contatto fisico con la materia e coglierne appieno la vitalità organica.
Qui il visitatore, toccando o scuotendo corpi illuminanti stiliformi installati nel pavimento, attiva dei meccanismi interattivi.
Il movimento di questi corpi illuminanti viene registrato da una telecamera e trasmesso a un computer che trasforma il segnale visivo in frequenze e infine lo traduce in effetti audiovisivi.
Attraverso i molteplici fori della ruvida pelle dell’involucro, ogni frequenza dello spettro sonoro si combina con una sequenza di luci led poste dietro la quinta permeabile.
Ne deriva un gioco cromatico di luci e suoni che crea un’atmosfera surreale in cui ognuno può divenire artista e fruitore, sperimentando effetti sensori diversi in funzione della sua relazione con la struttura.
Meritevole è, infine, l’aspetto della «sostenibilità» dell’installazione.
La struttura temporanea è stata realizzata con elementi prodotti localmente e, dopo la demolizione, tutti i materiali sono stati riciclati.
Tutti i laterizi, infatti, sono stati macinati in polvere e riutilizzati per intonaci decorativi di argilla, mentre le luci led e la membrana in gomma che rivestiva il soffitto sono stati nuovamente utilizzati in un altro edificio.

Claudio Renato Fantone 
Architetto, libero professionista


Scheda tecnica

Oggetto: Plinthos pavilion
Località: Atene
Progetto architettonico: mab Architects
Design Team: Franky Antimisiaris, Branko M. Berlic
Allestimento multimediale: soniconlab / Stavros Didakis
Periodo di costruzione: 2010/2011
Foto: Christos Drazos
Video: Christos Nikolareas
Video editing: mab Architects

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