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Paesi Bassi/Eindhoven  
Studio biq

Quartiere Lakerlopen a Eindhoven

Sia per la dimensione dell’intervento, sia per le caratteristiche del progetto, il nuovo quartiere Lakerlopen mostra forti connotati urbani, profondamente radicati nel passato di Eindhoven. La storia di questa città è documentata almeno dal 1200 e le sue origini rurali si riflettono nel nome: a seconda delle versioni si traduce in ultima fattoria o forno.

Subito a ridosso del centro cittadino ritroviamoquartieri con edifici chiusi sul perimetro e aventi una estesa corte centrale, caratterizzata dalla consistente presenza di vegetazione già nelle singole tipologie edilizie. In molte di esse è tradizionalmente presente una quota di spazi aperti piantumati a uso privato. Le tipologie presenti si sono sedimentate nel tempo, ibridandosi senza mai tradire i propri contenuti fondanti, anche quando la vocazione prettamente rurale ha lasciato spazio all’ingresso dell’industria, in particolare dal 1891 con i primi stabilimenti Philips e poi con l’arrivo della casa automobilistica DAF.

Da alcuni decenni Eindhoven ospita una prestigiosa Università tecnica, interprete del forte spirito di sperimentazione e di riformismo animante la città; l’università forma un’aggiornata compagine di progettisti, capaci d’affiancare i giovani imprenditori nei primi passi della propria attività. Con riferimento al proprio progetto urbanistico per Eindhoven, su Arch’it Andrea Branzi, Ernesto Bartolini e Lapo Lani sostengono che in quel contesto l’ «imprenditorialità giovanile diffusa richiede la realizzazione di intensi spazi relazionali, cioè di un mix urbano dove si sovrappongano indifferentemente residenza, ricerca scientifica, laboratori, commercio, tempo libero e produzione agricola.

A differenza dei «vecchi zoning» industriali, la «new-economy», come attitudine imprenditoriale di massa, non si attua nei campus separati ma dentro a contesti d’informazioni culturali e critiche, come solo il mercato urbano può offrire.» Sulla base di questo assunto i biq rispondono con un progetto articolato, quanto a tipologie edilizie, offrendo un mix di funzioni ed edifici nell’area complessa su cui sono chiamati a lavorare. Quest’ultima è caratterizzata da una forma irregolare e non delinea un quartiere geometricamente definito, ma si articola attraverso alcune ricuciture di isolati, in «porte» all’accesso delle nuove lottizzazioni variamente estese e in ricostruzioni di fronti stradali.

Nel rispetto del vocabolario dell’architettura della città, i progettisti scelgono la varietà delle tipologie edilizie reinterpretando le fattezze del costruito storico: residenze a schiera, a patio, a ballatoio, si alternano contaminandosi vicendevolmente. Rimangono le costanti del tetto a falde per quasi tutte le tipologie proposte, e del mattone faccia a vista. Mattone e tegole si abbinano con il medesimo colore arancio; evidenziano in questo modo i nuovi corpi di fabbrica, distinguendoli dalle preesistenze di colore più scuro, principalmente rosso o marrone. Il laterizio, con contenute intromissioni di altri materiali, costituisce il vero comune denominatore fra la nuova architettura e la città consolidata. 

Alberto Ferraresi
architetto, libero professionista


Scheda tecnica

Oggetto: Edifici residenziali
Località: Lakerlopen, Eindhoven (NL)
Committente: Woonbedrijf, Trudo/DNC, Eindhoven
Progetto architettonico: biq, Rotterdam (Hans van der Heijden, Mathieu Kastelijn, André Kwakernaak, Helen Webster, Rick Wessels)
Progetto strutturale: Van de Laar, Eindhoven
Progetto impianti: Nelissen, Eindhoven
Consulenza urbanistica: MUST, Amsterdam
Progetto del paesaggio: Mixst, Utrecht
Controllo costi: Ter Haar, Schiedam
General contractor: Van Bree, Someren
Costo di costruzione: circa 17.000.000 euro, iva esclusa
Cronologia: 2006-10
Fotografie: Stefan Müller

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