Fabrizio Caròla

Materiali e tecnologie adattive

L’adattamento tra organismo e ambiente ci fornisce, per analogia, una chiave di lettura delle interazioni che le opere di Caròla stabiliscono con i luoghi.
La tecnica alla quale Caròla ricorre si fonda sull’uso del compasso.

In etologia il comportamento adattivo è la strategia che genera l’evoluzione di una specie in risposta a modificate condizioni ambientali. Gli adattamenti possono essere letti diacronicamente come cambiamento di un fattore ecologico e sincronicamente come raggiungimento di un ‘nuovo’ equilibrio tra organismo e ambiente. Possono quindi essere la risposta a cambiamenti fenotipici, comportamentali, o il risultato di cambiamenti genotipici più profondi. L’esperienza comune ci suggerisce che l’adattamento implica sempre una pre-condizione, uno stato preesistente.

Il passaggio-evoluzione di una specie da una “nicchia ecologica” a un’altra comporta anche la mutazione di alcuni caratteri morfologici, affinché essi risultino più rispondenti alle nuove necessità-funzioni emergenti [1]. I meccanismi di ‘adattamento’ tra organismo e ambiente ci forniscono, per analogia, una possibile chiave interpretativa delle interazioni che le opere di Fabrizio Caròla stabiliscono con i luoghi in cui esse ricadono, luoghi densi di significato e caratterizzati da una ‘natura dominante’ [2, 3, 4]. Le relazioni tra materiali, tecnologie costruttive e luogo in Caròla sono mediate da un ‘adattamento evolutivo’, sono il frutto di una cultura materiale stratificatasi nel corso di millenni: un lento e progressivo ‘dialogo’ tra uomo e ambiente.