Italia/Roma  

Il laterizio come evidenza storica: mutazione materiale e costruttiva nel complesso di S. Saba a Roma

La disamina dei tipi murari e delle finiture condotta nel complesso di S. Saba a Roma, contribuisce alla ricostruzione delle fasi costruttive della fabbrica storica e restituisce le specifiche valenze attribuite ai materiali costitutivi delle murature.

Il nucleo storico del complesso di S. Saba, sul piccolo Aventino, è costituito dalla basilica e dagli edifici attigui (fig. 1), realizzati nel basso Medioevo e trasformati, a più riprese, fino alla seconda metà del secolo scorso1. La chiesa, a tre navate concluse da absidi semicircolari, presenta attualmente un impianto inusuale, caratterizzato da uno spazio ulteriore comunemente chiamato ‘quarta navata’ (fig. 2); questa corrispondeva, in origine, a un portico laterale, che fu annesso al corpo basilicale sullo scorcio del XIII secolo, poi separato e infine ripristinato durante i restauri condotti dall’Associazione Artistica fra i Cultori di Architettura fra il 1900 e il 19102. Adiacenti al fianco settentrionale della chiesa sono disposti un edificio realizzato sui resti di un protiro medievale e un vano scale che collega gli ambienti del piano terra, destinati a deposito, ai livelli superiori. Una piattaforma soprelevata, attigua alla ‘quarta navata’, copre due vani ipogei accessibili dall’interno della chiesa; essa costituisce l’unica testimonianza di un corpo di fabbrica demolito fra il 1931 e il 1933, durante i lavori guidati da Clemente Busiri Vici3. A sud della basilica è disposta la casa parrocchiale, realizzata attraverso l’ampliamento di un chiostro medievale, mentre a ovest si trova il portico antistante la facciata, sormontato da una galleria e da una loggia di coronamento...

 

 

 

 

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