Italia/Roma  
LAD

Murature e trasparenze

Nel progetto per il Supreme Sport Village l’articolazione dei volumi è enfatizzata da una calibrata composizione tra vuoti e pieni che si caratterizza per la particolare cura del dettaglio costruttivo delle superfici vetrate e del rivestimento in mattoni faccia a vista in laterizio

Il progetto per il Supreme Sport Village dello studio LAD (Laboratorio di Architettura e Design) è l’esito di un bando di concessione promosso dal Comune di Roma su un’area libera nel quartiere di Tor Sapienza, nella periferia est della città. Il progetto è stato sviluppato da Francesco Napolitano (architettura) e da Simone Lanaro (interni) con Michelangelo Sabuzi Giuliani, Maria Carla Lini, Marcello Amalfitano. Commissionato da Tor Sapienza 2008 Srl nel 2009, il complesso sportivo è stato completato nel 2016 e prevede una superficie destinata ad attività sportive per 1700 m2, e ad attività commerciali per 300 m2.

A partire da una radicale revisione di uno schema progettuale precedente, i progettisti hanno elaborato una proposta in cui l’impianto sportivo, oltre a fornire un servizio agli abitanti, costituisce un elemento di rivitalizzazione di un contesto caratterizzato da tutte le contraddizioni tipiche delle periferie contemporanee. Il centro sportivo si articola in tre volumi a cui corrispondono diverse funzioni. Il volume principale è a doppia altezza, ha una copertura a doppia falda inclinata e ospita due piscine e una piccola palestra.

Gli altri due volumi presentano un unico livello fuori terra con una copertura piana praticabile. Il volume disposto a nord-ovest è addossato direttamente al volume principale; esso ospita i servizi, l’amministrazione, uno spazio per i bambini e le attività di fisioterapia e di recupero atleti. Il volume disposto a nord-est si affaccia sulla cortina edilizia residenziale lungo viale Morandi e contiene gli spazi per le attività commerciali e di ristorazione. Pur essendo volumetricamente indipendente, esso è collegato dal punto di vista funzionale al volume principale attraverso una galleria le cui testate sono completamente vetrate. In corrispondenza del fronte sud-ovest la galleria prevede una doppia altezza consentendo un passaggio in quota tra il piano superiore del volume principale e la copertura del volume lungo via Morandi.

Gli spogliatoi per la piscina e per le palestre trovano posto in un piano interrato che si estende al di sotto dell’intero complesso. L’ articolazione volumetrica del centro sportivo è enfatizzata da una calibrata composizione di pieni e vuoti. In tal senso i fronti esterni sono caratterizzati da estese aperture vetrate che stabiliscono rapporti di continuità sempre differenti tra gli spazi interni e l’ambiente circostante, tra le attività che si svolgono nel centro sportivo e la vita urbana. Una particolare cura del dettaglio connota le soluzioni costruttive sia per quanto riguarda le parti trasparenti, che si caratterizzano per il montaggio di lastre di vetro di grandi dimensioni su intelaiatura metallica, sia per quanto riguarda l’uso del mattone in laterizio faccia a vista con tessitura a cortina per il rivestimento delle parti massive.

Al fine di ottenere una particolare vibrazione della muratura i mattoni e i listelli hanno una colorazione disomogenea che varia dal giallo al salmone. Le pareti che si affacciano nella galleria presentano lo stesso rivestimento in mattoni faccia a vista delle pareti esterne, sottolineando la versatilità del laterizio nelle diverse situazioni di impiego. Dal punto di vista costruttivo il volume a doppia falda ha una struttura portante in cemento armato che sorregge le travi di copertura. Le pareti di tamponamento dell’intero complesso sono rivestite con una muratura in mattoni faccia vista dello spessore di una testa che in corrispondenza degli elementi di coronamento e del parapetto dei volumi a copertura piana si assottiglia in un rivestimento in listelli di laterizio. 

Andrea Campioli
Professore ordinario in Tecnologia dell’Architettura, DABC.

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