Gli edifici moderni in laterizio in Emilia

A seguito dell’importante sequenza sismica del 2012 in Emilia, l’Andil, in collaborazione con le aziende associate del territorio colpito dai terremoti, ha svolto una ricognizione di edifici di recente costruzione al fine di verificare il reale comportamento dei moderni sistemi in laterizio per effetto delle azioni sismiche subite. Gli edifici esaminati non hanno presentano alcun danno, né agli elementi strutturali, né a quelli non strutturali, sebbene abbiano sofferto azioni di intensità anche maggiori di quelle previste dalla normativa vigente

La sequenza sismica che ha interessato l’Emilia Romagna dal 20 maggio 2012 ha coinvolto principalmente le provincie di Bologna, Ferrara, Modena e Reggio Emilia. Sono stati censiti più di 2400 eventi di cui sette con magnitudo Richter superiore a 5.0 gradi e circa ventisette con magnitudo compresa tra 4.0 e 5.0 gradi. La prima violenta scossa del 20 maggio, di magnitudo M5.9, registrata a Finale Emilia a una profondità di 6,3 km ha causato 7 morti, 50 feriti e 5.000 sfollati con danni notevoli al patrimonio storico e molteplici crolli alle aziende agricole e all’intero comparto industriale.

Il secondo scuotimento devastante si è verificato dopo nove giorni in Medolla a una profondità di 10,2 km, con una magnitudo pari a M5.8; le vittime hanno raggiunto numeri ancor più critici (ovvero 20 morti, 305 feriti e 10.000 sfollati) e le costruzioni danneggiate, durante la prima forte scossa, sono così definitivamente collassate. È consapevolezza comune che la pianura Padana-Emiliana sia stata colpita da un terremoto che verrà ricordato per gli ingenti danni e i numerosi crolli sofferti dalle strutture prefabbricate industriali...