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Svizzera/Hochdorf  
blgp architekten

Residenza per anziani Rosenhügel

Sebbene nella progettazione dei luoghi di cura e di riposo l’aspetto funzionale rappresenti un elemento significativo, è sempre più evidente come anche la composizione, la forma e l’estetica, abbiano assunto negli anni un ruolo strategico per la definizione
del benessere complessivo degli utenti. 
Ambienti interni ed esterni dedicati all’accoglienza di un’utenza anziana e spesso fragile sono connotati da complessità compositive che riflettono molteplici dualismi: osservare e partecipare, mostrarsi e nascondersi, vedere ed essere visti, sono solo alcune delle dicotomie con le quali i progettisti devono confrontarsi, sperimentando spesso soluzioni progettuali in grado di soddisfare pienamente i bisogni intrinseci all’individuo e creando spazi idonei alla quotidianità in età senile.
Spesso questi luoghi sono definiti come spazi intermedi, in grado di ridurre, se non addirittura eliminare, le divisioni che esistono fra ambiti ed esigenze differenti. Spazi che, seppur identificabili amministrativamente come pubblici o privati, sono in grado di svolgere la funzione di transizione e che sono quindi accessibili da differenti categorie di utenza. In questo modo chiunque fa uso di tali ambiti potrà riconoscere l’altro come membro di una collettività e non come un estraneo: aspetto fondamentale per una categoria di utenza spesso portata a isolarsi e a perdere la condivisione di locali, oggetti e tempo.
La residenza per anziani situata nel piccolo comune di Hochdorf, nel Canton Lucerna, è una struttura assistenziale storica, ampliata più volte dalla sua costruzione e che nel 2014 ha subito un ulteriore intervento di parziale demolizione e ricostruzione.
Originariamente l’edificio era composto da tre volumi aventi funzioni distinte tra loro, disposti a est, sud ed ovest, e uniti da un corpo centrale.
Il progetto, a seguito della richiesta di ulteriori posti letto e dell’emergere di nuove esigenze infermieristiche, ha previsto la demolizione della cerniera centrale e dell’ala ovest, a favore dell’inserimento di un nuovo corpo di fabbrica dalla forma spezzata a S che, collegandosi centralmente in angolo con le due stecche esistenti, si sviluppa sulla parte ovest dell’intero lotto e genera una nuova corte interna.
I lavori di ristrutturazione dell’edificio esistente hanno permesso anche la progettazione dell’ala di collegamento a sud, creando un secondo ingresso al cortile interno e convertendo il piano terra in un nuovo reparto.
Il piano terra del nuovo volume ospita l’ingresso, gli ambienti collettivi di socializzazione e di servizio come un bar-caffetteria, una sala da pranzo e una piccola cappella, mentre i livelli superiori accolgono 38 stanze private (19 per piano), ad uso personale degli ospiti della struttura, ed altri spazi di cura e di condivisione. Gli ampi corridoi e la strategica localizzazione di spazi di condivisione ai vari piani caratterizzano fortemente il progetto: questi ultimi, infatti, non sono soltanto funzionali alla distribuzione, ma sono dei veri e propri affacci sull’esterno grazie alle ampie vetrate di chiusura. È qui che gli utenti possono socializzare e rilassarsi con il giusto equilibrio tra pubblico e privato: riprendendo quanto suggerito da Herman Hertzberger “in un edificio che deve funzionare per i suoi abitanti gravemente disabili […], come una città, i corridoi hanno lo stesso ruolo delle piazze”.
Il disegno planimetrico configura un ampio spazio esterno, caratterizzato dalla presenza di isole di verde ritagliate all’interno di lastre di calcestruzzo prefabbricato, che funge da zona di filtro tra l’ala storica e i nuovi affacci interni. Tale luogo intermedio accoglie gli anziani residenti nelle occasioni di movimento e socializzazione all’aperto e, inoltre, si rende protagonista anche della quotidianità interna grazie alle suddette ampie aperture vetrate in corrispondenza dei corridoi che lo rendono visibile dall’interno. 
Le grandi aperture bilanciano la sensazione di massa imposta dalla cortina di laterizio faccia a vista sbiancato e permettono un’importante permeabilità con il contesto urbano offrendo panorami da numerosi punti di osservazione: l’interazione tra pubblico e privato, protezione e partecipazione, si presenta anche in questo caso come cardine di un pensiero progettuale volto all’inclusione e all’integrazione dell’individuo in età senile. Mentre il piano terra presenta numerose superfici trasparenti, al primo e al secondo il ritmo di pieni e vuoti di facciata si alterna, a intervalli diversi, sia orizzontalmente sia verticalmente.
In alzato il marcapiano continuo in calcestruzzo evidenzia ogni livello definendo l’altezza dei serramenti metallici, ad eccezione delle vetrate di dimensioni notevolmente maggiori che, come dei bow window senza profondità, si estendono dal primo livello fino al solaio di copertura e caratterizzano gli spazi comuni terminali dei corridoi. Matericamente il laterizio faccia a vista caratterizza anche gli interni della cappella e di parte del foyer: utilizzato come listelli, a rivestire i setti portanti, o come mattoni interi, a creare gelosie permeabili, il materiale aiuta a conferire all’edificio quelle sensazioni di “casa” e “tradizione” fondamentali per incrementare negli utenti anziani la percezione di trovarsi in un ambiente familiare.

Claudio Piferi,
Professore Associato, Dipartimento di Architettura, Università degli Studi di Firenze


Scheda tecnica

 

Oggetto: Residenza per anziani
Località: Hochdorf, Canton Lucerna (Svizzera)
Progetto architettonico: blgp acrhitekten
Progetto strutturale: Emch + Berger WSB AG
Progetto impiantistico:: Elektroplan AG
Progetto paesaggistico: Y-LA Ando Yoo landscape architecture
Cronologia: 2010-2014
Superficie: 3.815 m2 
Fotografie: Roger Frei