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Paesi Bassi/Deventer  
KCAP Architects&Planners

Residenze a Gravehof, Deventer

La cittadina di Deventer è un importante centro commerciale e di comunicazioni della provincia dell’Overijssel (appunto sulla riva destra del fiume IJssel), di antiche origini, con circa 70.000 abitanti. Il suo centro storico è circondato da canali e vanta un’elegante piazza, il Brink, caratterizzata da architetture cinquecentesche e seicentesche. Il progetto qui presentato è collocato nella periferia est, tra le palazzine residenziali del quartiere di Colmschate e ai margini della città giardino di Vijfhoek, sorta negli anni ‘90 del Novecento e adiacente alla riserva naturale di Het Bannink.

La vicinanza di negozi e servizi alle residenze e le numerose piste ciclabili senza auto, che conducono al centro di Deventer, evitano l’isolamento di questa parte urbana.

Gravehof è una complesso che dà conferma della qualità abitativa dell’area; ha una planimetria trapezoidale che si sviluppa attorno a un cortile interno verde e su tre livelli, con due piani abitati, staccati dal terreno e appoggiati su una serie di sottili colonne cilindriche, che ripropongono l’essenzialità della concezione compositiva a pilotis di Le Corbusier.

Le facciate esterne si adattano al paesaggio con una combinazione di mattoni color sabbia e doghe di legno, nelle cornici delle finestre, trattate a imitazione della pietra e del mattone. Lo strato di doghe, la cui superficie liscia e uniforme conferisce regolarità e luminosità, prosegue nei soffitti e sulle facciate interne del cortile.

Il rivestimento in laterizio faccia a vista enfatizza la forma a corte del complesso, diversificando l’esterno della composizione, dall’interno: i mattoni color sabbia sono del tipo splittato, con una finitura superficiale esterna irregolare e offrono un aspetto grezzo, come la pietra naturale.

La palazzina ha tre tipologie di appartamenti: A, B e C, di circa 150 – 200 m2, distribuiti da quattro corpi scala, con ascensore; ciascuno dotato di una loggia sempre orientata nel modo più favorevole all’irraggiamento solare, di solito sulla parte esterna dell’edificio, o a sud, o a ovest. 

Una porta scorrevole in vetro separa l’ingresso di ciascuno dei 16 appartamenti dal soggiorno, con cucina a vista e passaggio verso lo spazioso balcone; poi ci sono due camere da letto e due bagni senza finestre, ricavati al centro dei corpi di fabbrica e distribuiti da un corridoio centrale.

I quattro ingressi, sui quattro lati dell’edificio offrono una decorazione originale che riproduce alcuni estratti di mappa storici di Deventer, raccolti nei due volumi dell’Atlas Novus (titolo completo: Theatrum orbis terrarum, sive, Atlas novus), del cartografo ufficiale della Compagnia Olandese delle Indie Orientali Johannes Blaue (Alkmaar, 23 settembre 1596 – Amsterdam, 28 maggio 1673), autore anche della collezione di mappe di città olandesi, chiamata Tooneel der Steeden (Teatro delle Città); dell’Atlas Maior, atlante in 11 volumi, più uno per gli oceani, opera di Timothy Pont, editore del primo atlante della Scozia.

L’edificio Gravehof è stato selezionato nell’«Annuario Architecture 2008 - 2009» edito da NAI010, insieme a altri 31 progetti, ritenuti la migliore architettura olandese del 2008.

Proprio di fronte al Gravehof, con analoghe finiture di facciata, un paio d’anni prima era stato realizzato, dagli stessi KCAP Architects&Planners, un insieme di quattro ville allineate a due piani e garage, poco differenziate tra di loro nella volumetria, nella composizione e nell’organizzazione interna, con lunghe finestre orizzontali.

Anche in questo caso il rivestimento di mattoni non presenta con evidenza giunti orizzontali e verticali, ma con il particolare trattamento superficiale e la colorazione rugginosa, fa assumere ai fabbricati un aspetto solido e originale.

 

Roberto Gamba
Architetto, libero professionista


Scheda tecnica

Oggetto: palazzina con 16 appartamenti
Località: Deventer
Committente: Hollestelle Vastgoedontwikkeling B.V., Groningen
Cronologia: 2002-2007
Superficie: 16 appartamenti di 150 – 200 m2
Fotografie: Luuk Kramer

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