Spazi per abitare e curare gli anziani affetti da Alzheimer. I Centri di Codroipo e Dublino

La sfida nel progettare una struttura che accoglie persone con Alzheimer è realizzare spazi che riducano la distrazione, semplifichino l’orientamento e incoraggino la mobilità, con una progettazione che promuove l’interazione socievole e il senso di sicurezza

L’evoluzione della ricerca intorno alla malattia di Alzheimer
Nel 1906, il neurologo tedesco Alois Alzheimer definisce la malattia di Alzheimer quale grave forma di demenza progressiva, iniziata con disturbi comportamentali di tipo fobico e poi caratterizzata da seri disturbi della memoria e disorientamento spazio-temporale, tale da interferire con lo svolgimento della vita quotidiana. Si tratta della demenza più comune ed è una malattia incurabile. L’insorgenza di questa malattia viene attribuita alla distruzione dei neuroni e di parti del cervello che provocano la comparsa di deficit cognitivi e comportamentali: le cause di questo fenomeno sono ancora sconosciute. Fino agli anni Settanta è stato ritenuto che la malattia colpisse solo persone di mezz’età (demenza presenile) e che i casi con oltre 65 anni fossero dovuti ad arteriosclerosi o al naturale processo di invecchiamento.
Negli anni successivi, i ricercatori, confrontando cervelli di malati di 55 anni con altri di 85, dimostrarono che il danno organico era identico in entrambi i gruppi. Solo nel 1980 negli Stati Uniti venne presentato il primo farmaco specifico per la malattia di Alzheimer. I successivi studi condotti negli anni Novanta in diversi Paesi industrializzati attraverso la costruzione e il monitoraggio di registri e indagini longitudinali, stabiliscono che nella popolazione oltre i 65 anni i malati di Alzheimer sono circa il 5%.