Laterizio e prefabbricazione

Un cubo di laterizio si staglia nella parte più alta dell’isolato urbano rendendosi visibile da ogni parte del quartiere di cui è chiamato a rappresentare il fulcro delle attività sociali. LRO Architekten si è orientato verso una tipologia costruttiva semplice e ben integrabile con i tipi residenziali circostanti, ma al tempo stesso caratterizzata da assonanze stilistiche con la vicina chiesa parrocchiale. Le volte prefabbricate in laterizio rappresentano l’elemento chiave di tale dialogo con il contesto

Il distretto di Uhlbach è parte integrante del tessuto urbano della città di Stoccarda, anche se la vocazione a vitigni del territorio pedecollinare che ospita il quartiere ha fatto sì che negli anni i suoi abitanti abbiano sempre più rafforzato la loro identità autonoma, dotandosi di una sede comunale distaccata, di una chiesa, un’osteria e una serie di case isolate, che via via sono andate aumentando, distribuite lungo i pendii e i filari di viti. La recettività crescente del quartiere ha reso necessaria la realizzazione di un centro sociale che accorpasse una serie di servizi al cittadino e il comune ha stanziato un budget esiguo, che i progettisti hanno saputo valorizzare al meglio, non risparmiando lo sforzo inventivo e progettuale. Infatti è noto che tanto più si vogliono contenere i costi di costruzione e tanto meno si devono risparmiare le idee e le soluzioni non convenzionali per far sì che l’esito architettonico sia soddisfacente. In quest’ottica hanno lavorato Arno Lederer, Jórunn Ragnarsdóttir e Marc Oei – i progettisti dello studio LRO Architekten – seguendo sia la progettazione di massima che quella esecutiva del complesso multifunzionale destinato alla comunità del quartiere di Uhlbach a Stoccarda. Il luogo deputato alla realizzazione del centro presenta importanti pendenze che i progettisti hanno saputo sfruttare al meglio, organizzando un volume di forma squadrata e compatta che si protende verso valle, a nord, mostrando una facciata di due piani e si incardina al terreno verso est e sud, dove l’edificato è fuori terra solo per un piano. Nella parte più ripida del terreno, verso ovest, si è scelto di posizionare il corpo scala e di organizzare alcuni percorsi esterni sui ticipi terrazzamenti che contraddistinguono tutto l’intorno. Limitare i costi di costruzione è stato uno specifico obiettivo degli architetti, che è stato perseguito sin dalle prima fasi progettuali, con la scelta di un impianto volumetrico semplice e compatto, specie nella fase esecutiva, quando le scelte sono ricadute verso la produzione di elementi costruttivi prefabbricati, come le volte di copertura, in grado di contenere i costi della cantierizzazione dell’opera, massimizzando al tempo stesso la cura delle finiture interne e degli arredi destinati ai servizi alla comunità. Le volte prefabbricate in laterizio sono realizzate su casseforme di lunghezza pari a 8,4 m che consentono di coprire con un solo elemento costruttivo tutta la luce libera della sala principale posta al primo piano. Ciascuna volta ha una profondità limitata (dai 35 ai 45 cm) così da non creare un soffitto con grandi constrasti di luce e ombra, e le sue dimensioni ridotte anche nel verso orizzontale fanno sì che si crei un ritmo ondulatorio «vivace», sono infatti necessari ben otto elementi voltati continui per coprire l’intera sala. Anche l’aspetto della finitura interna è allo stesso tempo curato ed economico: i conci in laterizio 25,74 x 25,74 cm con spessore di 19 cm con cui viene creata la tessitura di ciascun elemento voltato, sono visibili all’intradosso, conferendo al soffitto un bel colore caldo, che contrasta sia con le travi prefabbricate in calcestruzzo – lasciate a vista – che con i serramenti bianchi, e dona un carattere peculiare a tutto lo spazio interno. All’esterno il centro è immediatamente riconoscibile non solo per la posizione sopralevata rispetto al diradato tessuto residenziale che lo circonda, ma soprattutto per qualità costruttiva, in particolare, sui fronti nord e ovest. Il fronte a nord, quello che più si percepisce a valle dove le residenze si infittiscono, disvela all’esterno il suo sistema di copertura voltato, ripentendone il ritmo sul coronamento ad archi che sono a loro volta intercalati da grossi elementi aggettanti in calcestruzzo che fungono da doccioni. A ovest predonima la ricerca di luce e calore, sia nel corpo scale completamente vetrato, sia nella doppia orditura di grandi finestre. Verso est e sud, dove gli spazi aperti si ampliano e diventano più usufruibili, allora il complesso asssume un carattere più domestico e accogliente, che induce alla sosta e alla socializzazione.

Alessandra Zanelli Professore Associato, Scuola di Architettura e Società, Politecnico di Milano