I laterizi come sistema di «moisture buffering»

La ricerca condotta ha permesso di valutare l’utilizzabilità di alcune tipologie di isolanti in costruzioni basate sull’impiego del laterizio, evidenziando il ruolo che può giocare quest’ultimo (con la sua massa) nel mantenere bassi i contenuti d’acqua all’interno degli stessi isolanti, aumentandone l’efficienza. Si evidenzia, quindi, come le soluzioni massive con il laterizio «faccia a vista» sono capaci di ridurre i contenuti d’acqua in esercizio a carico di isolanti fibrosi di tipo naturale. Come noto, molti isolanti fibrosi sono fortemente igroscopici, aspetto che determina significative differenze tra prestazioni termiche «a secco» e in esercizio

Gli sviluppi normativi nazionali e regionali stanno incentivando il mondo dell’edilizia all’utilizzo di materiali isolanti a basso impatto ambientale, in una logica di sostenibilità del processo edilizio. Esempio ne è l’adozione del protocollo Itaca da parte di alcune regioni italiane, con la promozione di soluzioni costruttive orientate alla bioedilizia. Contemporaneamente, la necessità di ridurre le emissioni di CO2 in seguito al Protocollo di Kyoto, ha spinto il mondo dell’edilizia a contenere i consumi energetici, introducendo forti limiti sulle trasmittanze termiche e spingendo verso un iperisolamento dell’involucro (si vedano dl 192/05, dl 311/06 e dpr 59/2009).

Ne è derivata una tendenza crescente all’impiego, anche in soluzioni costruttive massive con rivestimenti esterni in laterizio faccia a vista, di isolanti naturali spesso di tipo fibroso (a base di legno o lana di diversa natura) in elevati spessori, in virtù della diffusa persuasione che ad una parete in laterizio (quindi permeabile al vapore) si debbano necessariamente associare sistemi di isolamento a pari o superiore permeabilità.

Questo convincimento trova fondamento solo se si ipotizzano flussi costanti nel tempo. Nella realtà, il trasporto di umidità è molto più complesso. Le porzioni esterne (primi cm) delle strutture murarie sono legate alle fluttuazioni giornaliere (anche impulsive) dovute a un complesso di fenomeni sia di natura termica che igrometrica, mentre le porzioni interne sono più legate a comportamenti di medio e lungo periodo e alle condizioni dei materiali posti immediatamente a contatto. Un intonaco esterno o un laterizio faccia a vista è per esempio soggetto a fortissime fluttuazioni nel tempo, mentre un isolante è soggetto a fluttuazioni più limitate e derivanti soprattutto dalle proprietà igrometriche dei materiali limitrofi a contatto con questo...