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Belgio/Veldegem  
Atelier Vens Vanbelle

Casa unifamiliare Jas & Elisa Veldegem

Il progetto della casa unifamiliare Jas & Elisa, chiamata secondo i nomi di battesimo dei suoi due giovani proprietari, nasce per mano di Dries Vens e Maarten Vanbelle, due altrettanto giovani architetti di Gand, titolari dell’omonimo Atelier.

L’incarico conferitogli presentava, però, alcune importanti delimitazioni che hanno influito in modo preponderante sulla conformazione finale dei prospetti e sulla disposizione interna dei locali: la particolarità del lotto messo a disposizione, stretto tra le vicine case unifamiliari che, seguendo la tradizione fiamminga, sono tutte dotate di padiglioni autonomi, e che, nella maggior parte dei casi, si affacciano direttamente sulla proprietà; in secondo luogo, Jas ed Elisa hanno programmato di avere molti figli, almeno quattro.

Partendo da queste due condizioni, da un certo punto di vista riduttive e condizionanti, i due architetti di Gand (Gent in fiammingo) hanno cercato di renderle favorevoli al disegno generale facendole diventare dei veri e propri punti di forza del progetto.

Così, la costruzione finale – situata a Veldegem, un piccolo borgo di Zedelgen, cittadina di ventiduemila abitanti della provincia belga delle Fiandre Occidentali − è stata volutamente trattata come se fosse una sorta di un unico grande «retro» (backside) rivolto verso le parcelle adiacenti. Al piano terra presenta alcune poche ed essenziali aperture, insieme a quella più generosa sul fronte sudovest rivolta verso l’ampio giardino della casa, mentre il piano superiore è quasi privo di aperture, a parte una serie di piccole finestre attraverso le quali è possibile osservare i vicini senza che essi possano fare altrettanto. La luce naturale occorrente è fornita dai quattro grandi, alti e con inclinazioni diverse, lucernari posti sul tetto (e altri molto più piccoli) che illuminano il vasto e ampio locale sottostante del primo piano.

Per ravvivare e rendere meno monotona l’immagine introversa della casa,  si è scelto di riprodurre sulle facciate, attraverso un’attenta ed elaborata posa di mattoni, la texture di un modello di carta da parati giapponese. 

Il volume della casa − rinchiuso dentro un parallelepipedo di mattoni scuri, di circa 10x12,5 m − appare, nonostante la presenza fisica di altri edifici vicini, isolato ed estraneo, come una specie di astronave aliena calata nella realtà costituita dai tradizionali «retri» di un villaggio fiammingo. Come in una specie di sfida, i suoi fronti chiusi (ad eccezione parziale di quello sul giardino) ospitano, dentro un moderno piccolo «castello» fatto di mattoni, una giovane coppia di sposi che ha scelto di privilegiare la privacy.

Anche l’altro input ricevuto, quello di prevedere la presenza di molti bambini è stato risolto in modo originale e non convenzionale. Le quattro singole camere da letto, da realizzare per la futura prole dei proprietari, sono state sostituite da un grandissimo locale aperto al primo piano in cui sono da posizionare, all’occorrenza, alcuni «sleeping boxes», grandi «scatole» di legno, attrezzate come dormitori per i piccoli ospiti bambini; il resto del vasto spazio è stato equipaggiato con armadi, librerie e scrivanie fissi, posti lungo i perimetri del vasto locale. Questo tipo di assetto e di disposizione determina una grande flessibilità: le «scatole» sono dotate di ruote e man mano che arriveranno i figli, gli «sleeping boxes» potranno occupare il locale, che, nel frattempo, può essere utilizzato tranquillamente come l’ufficio, un ampio spazio giochi, ecc.

Completano il piano superiore, nella parte rialzata da una rampa di scale, la camera da letto padronale e la stanza per l’ascolto della musica. Il piano terra, nella parte sottostante il grande spazio previsto per gli «sleeping boxes», ospita il locale soggiorno-cucina, mentre nell’altra parte, quella sfalsata di quota, di circa 1,5 m, contiene il bagno, l’atrio d’entrata e le scale di risalita e discesa (c’è anche una piccola porzione «tecnica» della casa alloggiata nel piano parzialmente interrato).  

Anche in elevato, la casa Jas & Elisa presenta soluzioni originali: circa un terzo della pianta è su tre livelli, mentre il resto (i due locali grandi sovrapposti) solo su due. L’insieme di queste due parti è collegato tramite due corpi scala che assicurano a tutto l’organismo interno una certa interessante, anche se a volte, forse, un po’ scomoda, fluidità di circolazione.

Igor Maglica
PhD, architetto e giornalista


Scheda tecnica

Oggetto: Casa unifamiliare
Località: Veldegem, Belgio
Progetto architettonico: Atelier Vens Vanbelle – Dries Vens e Maarten Vanbelle
Progetto strutturale: UTIL, Brussels
Cronologia: 2008 – 2009
Superficie: 528 m²
Fotografie: Atelier Vens Vanbelle

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