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Belgio/Hasselt  
Lens°ass Architecten

Centro d’assistenza De Ark ad Hasselt

L’arca dei Lens°ass traghetta oltre il diluvio bambini con difficoltà, diversamente abili, ragazzi con situazioni familiari difficili, per i quali si riveli utile il percorso di sostegno. Sull’arca prende posto la natura, sotto forma di alberi e prati, aventi in sorte d’essere racchiusi entro il recinto, a cui è consentito dialogare con il mondo esterno solo volando alto, oltre il muro di cinta. L’argilla è presente nelle forme del laterizio plasmato dall’uomo, sia quale materiale dell’arca, sia quale materiale traghettato.

Nell’arca costituisce allo stesso tempo scafo e coperta, nelle metafore per immagini dei bordi dello scafo solidamente costruiti in mattone, a definire il recinto per le attività all’aria aperta, e delle pareti laterizie, a rendere accoglienti i volumi entro i quali svolgere le attività al chiuso. Il laterizio sull’arca rappresenta fisicamente il legame con il passato e con il futuro, a cui duplicemente corrispondono impieghi tradizionali e innovativi, stimolando in senso didattico lo sguardo all’indietro, alla volta delle origini del viaggio, e in avanti, verso gli approdi.

Oltre alle applicazioni dell’opera muraria tipica in mattoni, sono proposte all’interno nuove applicazioni riguardanti i blocchi forati, che vengono lasciati a vista e posati con corsi orizzontali, e distesi sulle proprie facce laterali, contravvenendo alle regole più consuete a cui normalmente ci si riferisce per la realizzazione delle apparecchiature murarie in blocchi. I conci sono fra loro sfalsati ogni due corsi di posa, immaschiati lateralmente e posti a dimora su malta cementizia in senso verticale.

I conci orizzontali alternano due dimensioni caratteristiche, a ragguagliare nella somma dei loro spessori le altezze dei laterizi sempre a vista, prescelti per definire la cornice della composizione delle pareti realizzate secondo un preciso schema concettuale. Tale applicazione del laterizio suggerisce allo sguardo anche l’opportunità della scoperta attraverso le limitazioni fisiche, e del parziale nascondimento. Si implementano così all’interno le opzioni del traguardare, diversamente possibili tramite gli oblò dall’interno al di fuori dell’arca, o all’esterno fra le foglie degli alberi, e con l’immaginazione oltre i recinti murari.

Al passo con i tempi, l’arca approfondisce sistemi costruttivi e materiali capaci di rilasci nell’atmosfera di sole basse emissioni di CO2; mette in pratica il cosiddetto «cradle to cradle», impegnandosi a convertire i processi produttivi, al fine di assimilare i materiali impiegati a elementi naturali, ai quali è richiesto di rigenerarsi. Così i blocchi forati divengono divisori permeabili alla vista, capaci anche di esprimere contenuti estetici, spogliati da orpelli e finiture. Si sceglie la via dell’architettura come cura e la si propone in segni geometrici chiari e netti, in materiali accuratamente scelti di matrice naturale, in applicazioni stimolanti la creatività e l’immaginazione, in visuali panoramiche rasserenanti, in sensazioni calde e familiari capaci di avvolgere gli ospiti in ambienti appositamente concepiti per restituire benessere psichico e serenità visiva.

Oltre gli oblò la natura sovrasta e sorprende. Come sfondo, il mattone, impiegato nell’involucro esterno nei modi più tradizionali e consueti, crea legami con l’edificato circostante e protegge l’edificio e i suoi fruitori. Allo stesso tempo la fuga profonda fra i corsi orizzontali crea effetti ombratili, vicini a quelli prodotti dalla natura, nella varietà dei riflessi di luce fra le foglie e nelle asperità delle cortecce degli alberi. La differente cromia del mattone permette di riconoscere il nuovo rispetto all’edificato esistente, pure suggerendo i temi della diversità, e nello stesso tempo dell’appartenenza. L’arca dei Lens°ass è approdata ad Hasselt, nelle Fiandre.

Alberto Ferraresi
Architetto, libero professionista


Scheda tecnica

Oggetto: De Ark
Località: Hasselt, Belgio
Progetto architettonico: Lens°ass Architecten
Progetto strutturale: Walter Van Erum
Cronologia: (completamento) 2012
Superficie: 363 m²
Costo complessivo: 450.800,00 euro
Fotografie: Philippe Van Gelooven

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