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Polonia/Danzica  
Renato Rizzi

Teatro elisabettiano

Danzica - 465.000 abitanti - è uno dei principali porti del Mar Baltico, alla confluenza dei fiumi Motława e Vistola. Il Gdańsk Shakespeare Theater (GTS) - Teatro Elisabettiano di Danzica – è un’istituzione culturale, fondata nel 2008, secondo la tradizione della scuola di scherma del 17° secolo, che disponeva di un palcoscenico di tipo elisabettiano, circondato su tre lati dalla platea, utilizzato sia per esercizi di scherma che per esibizioni. L’attuale edificio, nel centro della città, costituisce ormai un richiamo turistico monumentale.
Renato Rizzi, per realizzarlo, aveva vinto il concorso, bandito nel 2004 forse proprio per suggellare il cambiamento politico culturale della Polonia, entrata nell’Unione Europea. In quel bando era indicato come tema il teatro rinascimentale inglese, associato per tradizione alle figure di Elisabetta I e del drammaturgo Shakespeare.
Il repertorio si basa ora su quattro cicli principali: teatri polacchi, teatri europei, palcoscenico  musicale (incluso Discovery Stage) e Summer with Shakespeare.
Il complesso è stato concepito come un massiccio recinto di mattoni che racchiude un manufatto ligneo (ispirato all’antica scuola di scherma) e si articola in tre parti: il sistema dei bordi; il volume del teatro vero e proprio; l’area amministrativa. La prima, dedicata ai percorsi pubblici, cintura l’intero impianto a 6 metri dal piano stradale, ove offre un punto di vista sulla città. I bordi assicurano le uscite di sicurezza dalla sala teatrale e i collegamenti con  tutti i livelli, compreso l’interrato a - m 4,00. I volumi, le nervature murarie, il tetto apribile caratterizzano all’esterno la seconda parte: dal profilo volumetrico emergono la sala teatrale (a + m 12,00) e la torre scenica per il teatro all’italiana (a + m 18,00), che è il punto panoramico più alto, dal quale si può osservare, con il tetto aperto (dotato di una struttura e un meccanismo di apertura funzionante in tre minuti), anche la cavea interna del teatro.
Le nervature murarie, in mattoni faccia a vista di colore scuro, necessarie per contrastare le enormi forze del vento, che le “ali” aperte del tetto scaricano sulle murature sottostanti, definiscono l’aspetto e danno carattere ai volumi di questa parte edilizia, rendendo evidente il ritmo della struttura modulare.
Tali contrafforti, come le murature di bordo, sono pertanto una dimostrazione dell’espressività del laterizio, qui utilizzato in una varietà codificata di formati: i mattoni entrano in rapporto cromatico con il rosso dei tetti delle abitazioni gotiche circostanti; creano altresì, tra esterno e interno, un contrasto materico e chiaroscurale, esemplare nel dimostrare le diverse e possibili anime costruttive dell’architettura. Il tetto apribile nasce per un’esigenza tipologica e simboleggia la disponibilità del messaggio teatrale e il procedere graduale della composizione: il teatro, con le ali aperte, raggiunge il livello + m 24,00, quota a cui si conclude la progressione armonica delle diverse altezze dell’edificio (6, 12, 18, 24 m).
In pianta, il tutto si configura come un diapason con l’asse maggiore orientato est-ovest. La torre scenica sbarra invece trasversalmente l’ambito teatrale da quello amministrativo e vincola, con la sua posizione baricentrica, il sistema dei bordi pedonali esterni.
All’intero del perimetro del diapason (spessoredi m. 3,60) sono collocati tutti i camminamenti orizzontali e verticali. In opposizione alla gravità e alla compattezza dell’involucro murario, gli interni sono in legno chiaro, secondo tipologie diverse per la platea e per il volume sospeso sopra il foyer.
Nel primo caso si riprende il modulo tipologico di m 2,80x2,80x2x2,80 emerso dagli scavi archeologici nel sito. In pianta sono 6 moduli sui due lati lunghi, 5 su quello frontale: una figura a “C” di complessivi 51 moduli, che forma un’aula capace di circa 600 spettatori. Le colonne lignee da cm 25x25, (con struttura interna in acciaio) definiscono lo schema modulare della cavea.
I palcoscenici elisabettiano e italiano sono completamente meccanizzati per rispondere alle diverse configurazioni e necessità teatrali.
Infine su due piani si articola l’area amministrativa, con uffici, ristorante, camerini, sala prove e tetto a terrazza, piazza pensile allo stesso livello dei bordi, aperta alla città. Il progetto rivela uno spiccato attaccamento dell’autore ai principi fondativi dell’architettura, che individuano nella storia, nella chiarezza della definizione formale, nell’evocazione simbolica, tecnologica, materica, meccanicistica i punti ispiratori e generatori di un progetto. Tali assunti - accompagnati da una precisione organizzativa, che si esplica in una dettagliata grafica di progetto e in un’accurata scelta dei contributi per la definizione di strutture, impianti e cantiere - incarnano la vocazione collettiva di questo lavoro, dando luogo a una vera eccellenza architettonica, in grado di coinvolgere la collettività anche negli esiti funzionali e monumentali. 

Roberto Gamba,  
Architetto libero professionista


Scheda tecnica

 

Oggetto: Teatro Elisabettiano
Località: Danzica - Wojciecha Bogusławskiego 1 - Polonia
Committente: GTS Gdański Teatr Szekspirowski
Progetto architettonico: Renato Rizzi
Team di progettazione: Rizzi – Pro.Tec.O., Roberto Giacomo Davanzo,Andrea
Rossetto, Emiliano Forcelli, Susanna Pisciella, Denis
Rovetti, Lorenzi Sivieri, Luca Sirdone, Ernst Struwig,
Andrea Mozzato
Progetto strutturale: Armando Mammino, Andrzej Dabrowski
Progetto impiantistico:  A.C.R. – Gianfranco Rorato
Impresa di costruzione: N.D.I. (Sopot)
Superficie: 4000 m2 
Costo: € 25.000.000
Cronologia:  concorso 2004 - 2008-2010 (progettazione), 2011-2014 (costruzione)
Fotografie: © Matteo Piazza