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Belgio/Anversa  
Tony Fretton Architects

Torri residenziali 5 e 6 Anversa, Belgio

Michelangelo Pivetta scrive che “le forme e i modi dell’abitare devono essere sanciti da regole del vivere civile, regole che ogni società trasforma in leggi per garantire il quotidiano percorso di ogni individuo” [Pivetta, M. Abitare collettivo, DidaPress, Firenze, 2016, p. 13]. Soffermandosi su questa considerazione è possibile stabilire due assunti: in primo luogo, se esistono delle regole che vengono stabilite dalla società, tali regole devono essere in grado di modificarsi in funzione del mutare delle esigenze di coloro che le devono rispettare; in secondo luogo, se le stesse regole devono essere in grado di garantire la soddisfazione di ogni individuo ma, al contempo, anche il rispetto della comunità, allora, perché un’abitazione sia funzionale è necessario che l’autonomia dell’abitazione privata sia connessa con i vantaggi degli spazi e dei servizi condivisi.

Tutto ciò senza limitarsi alle sole alchimie compositive ma, certamente, anche attraverso la coscienza del linguaggio architettonico. In particolare, l’abitare collettivo, intenso non solo come cohousing ma anche come forme cooperative e condomini solidali, costituisce certamente una delle sfide progettuali più complesse e stimolanti. D’altronde, abitare collettivo e spazio pubblico sono al centro dell’idea di città, sia come forma dell’insediarsi sia come istituzione politica [Sampieri, A. L’abitare collettivo, Franco Angeli editore, 2011].

E il condominio, inteso come condivisione di proprietà, è una soluzione all’uso irrazionale del territorio e quella tendenza all’inurbamento che da sempre l’uomo manifesta. Uno degli episodi più interessanti degli ultimi anni nell’animato panorama belga è quello avvenuto ad Anversa: qui, in occasione di un’intensiva operazione di recupero del porto, lungo il litorale Westkaai sono state realizzate tre coppie di torri residenziali. Le prime due torri, quelle più prossime al centro cittadino, sono state completate nel 2009 su progetto di Diener & Diener: le torri progettate dallo Studio svizzero, seppure con una differente scala e una soluzione inevitabilmente più monumentale, presentano delle finestrature irregolari e dei colori che inaspettatamente si armonizzano con i piccoli edifici presenti nell’adiacente area portuale.

Altre due torri sono state progettate dallo Studio David Chipperfield Architects: la scelta dell’architetto britannico è ricaduta, al contrario, su una soluzione costruttiva in calcestruzzo armato prefabbricato che ricorda la soluzione adottata dallo stesso progettista nel Campus Novartis realizzato a Basilea. Le ultime due torri sono state affidate allo Studio Tony Fretton Architects. Le due torri, come richiesto dal regolamento del Piano di attuazione e come già fatto da Diener & Diener e David Chipperfield, sono simili ma non uguali, per effetto di piccole variazioni geometriche e materiche. Infatti, mentre la Torre 5 ha un aspetto più convenzionale, i fronti della Torre 6 sono caratterizzati da un reticolo aperto ovvero da aperture che svuotano l’angolo fino ad ammorsare allusivamente il fabbricato con il cielo.

Al contempo, mentre la Torre 5 è rivestita in mattoni pieni faccia a vista di colore giallo, la Torre 6 è rivestita con mattoni faccia a vista dal più tradizionale colore rosso. La stessa texture è differente in quanto, nella Torre 5, la disposizione a mattoni aggettanti è riservata alla fascia orizzontale mentre, nella Torre 6, la stessa soluzione interessa esclusivamente le fasce verticali, contribuendo a rafforzare la sensazione di ancoraggio dell’edificio al suolo. Infine, mentre la Torre 5, che si affaccia sulla nuova Piazza Limaplei progettata, come il resto degli spazi esterni, dal paesaggista francese Michel Desvigne, è completata con una severa cornice, la Torre 6 è integrata con una luminosa rete metallica. In entrambe le torri, intorno all’atrio centrale sono organizzati complessivamente 150 alloggi con balconi angolari, così da poter godere della vista panoramica sul vecchio porto e sull’adiacente centro cittadino.

I 16.500 metri quadrati accolgono anche loggiato che conferisce monumentalità astratta all’ingresso, un parcheggio interrato con ingresso compreso nell’impronta dell’edificio, spazi comuni con raffinate soluzioni. Il progetto è stato premiato “perché trova il giusto equilibrio tra la domanda di densità e la difficile eredità post bellica […] oltre che per l’esplorazione radicale dell’uso del mattone” [Brick18, Callwey Verlag, München 2018]. Il complesso, che afferma l’idea di lusso e comfort della condivisione, mette in evidenza quanto la ricerca progettuale contemporanea cerchi con ostinazione nuove e differenti forme dell’abitare.

Adolfo L. Baratta
Professore Associato, Dipartimento di Architettura, Università degli Studi Roma Tre


Scheda tecnica

 

Oggetto: Torri residenziali 5 e 6
Località: Anversa, Belgio
Committente: Land Invest Group
Progetto architettonico: Tony Fretton Architects
Design team Tony Fretton, Jim McKinney, David Owen, Tom Appels, Guy Derwent, Daniel Buckley, Liam Madden, Neil Ferries, Henry Lau, David Kennedy
Cronologia 2012 (progetto); 2016 (costruzione)
Superficie  16.500 m2
Fotografie: Philip Dujardin, Peter Cook