• Visualizza:
  • Commerciale
  • Pubblico
  • Ospedaliero
  • Religioso
  • Residenziale
  • Scolastico
  • Sportivo
  • Terziario
Italia/Milano  
Cino Zucchi Architetti

Complesso residenziale Nuovo Portello, Milano

Il quadrante nord-ovest di Milano, anche per la presenza di importanti infrastrutture, costituisce da sempre un’importante porta urbana al capoluogo lombardo. Qui è stata localizzata nel 1910 la prima area di produzione dell’A.L.F.A. (Anonima Lombarda Fabbrica Automobili) prima che l’industria automobilistica si trasformasse, nel 1915 a seguito dell’acquisizione di Nicola Romeo, in Alfa Romeo. In seguito alla grande crisi economica del 1929 che portò l’industria quasi al fallimento, nel 1933 l’Alfa Romeo divenne di proprietà dello Stato Italiano, prima di essere ceduta, nel 1986, al gruppo FIAT. Durante la Prima Guerra Mondiale, l’Alfa Romeo fu convertita in fabbrica bellica; negli anni del fascismo produsse motori aeronautici e auto da corsa; dopo i bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale riprese la produzione di auto, dando lavoro a migliaia di persone [Nel nuovo quartiere del Portello, www.focus.it, 15.12.2013]. Nel secondo dopoguerra, il costante incremento dell’attività produttiva portò l’Alfa Romeo a realizzare nuovi stabilimenti fuori città, abbandonando definitivamente l’area. Acquisita dal Comune di Milano, nel 1998 l’area fu oggetto di un Masterplan approntato da Gino Valle e dallo Studio Valle Architetti Associati: il Piano giunse alla prima approvazione nel 2003, l’anno del decesso dell’architetto friulano. Tra il 2003 e il 2014 lo sviluppo del progetto è stato seguito dalla moglie Piera Ricci Menichetti e dal figlio Pietro.

Nel Masterplan l’area viene separata in quattro settori, raggruppati in due macro-insediamenti ma distinti per destinazioni d’uso e linguaggi architettonici: da una parte, il comparto commerciale con il parco pubblico e, dall’altra, il centro terziario e le residenze. L’aggregato commerciale e la piazza con tre edifici per uffici sono dello Studio Valle, in collaborazione con i berlinesi Topotek 1; il grande Parco Urbano è dello statunitense Charles Jencks con Andreas Kipar e Land s.r.l.; le residenze sono di Cino Zucchi e Guido Canali. I due poli sono collegati tra loro mediante un ponte pedonale dello Studio Ove Arup Associati.
Obiettivo del Masterplan è di ricucire il tessuto urbano e trasformare l’area dismessa da sistema chiuso a cerniera che mette a sistema le preesistenti emergenze urbane. Il risultato è un progetto di carattere urbano che presenta degli interventi dotati di forte individualità ma che dialogano tra di loro. Tra questi spiccano certamente i tre lotti di edifici progettati da Cino Zucchi.
Nel primo lotto, quello dedicato all’edilizia residenziale convenzionata, i corpi di fabbrica presentano un orientamento parallelo a Via Traiano, massimizzando l’esposizione solare e l’affaccio verso il nuovo parco, oltre che proteggendo le residenze dal rumore del trafficato Viale Serra, verso il quale i volumi presentano dei fronti chiusi. Alle torri si accede da un portico a doppia altezza che genera un filtro per chi arriva dalla corte. Gli otto piani fuori terra in laterizio presentano, sul lato esposto a sud-ovest, uno schermo in elementi metallici la cui disposizione sfalsata crea una tessitura continua che protegge le ampie logge affacciate verso il parco.

Nel secondo lotto, le tre torri di edilizia residenziale libera sono disposte irregolarmente intorno a un giardino al quale si accede dalla piazza. Sul semplice volume rivestito in lastre di diversi tagli e colori, le logge private in aggetto assumono una disposizione irregolare, addensandosi sul lato che si affaccia sul nuovo parco. Nel terzo lotto, i due edifici a torre di edilizia residenziale convenzionata di cui il primo in fregio a Via Traiano e il secondo in posizione arretrata, determinano una nuova piazza che costituisce il punto di partenza verso il parco e la testata della Fiera di Milano. Il rivestimento in laterizio, le finestre di diverse forme e proporzioni, i diversi sistemi di oscuramento, le profonde logge dai parapetti metallici e vetro sono disposti secondo una serie di permutazioni che enfatizza le viste lunghe verso la città.
Il progetto nel suo insieme restituisce una dimensione urbana che armonizza i volumi e organizza gli spazi pubblici.
Luigi Prestinenza Puglisi sostiene che Cino Zucchi sia un ecclettico “in grado di coniugare in un’unica opera tensioni contrapposte” [www.artribune.com, 28.03.2017]. Certamente la sua architettura deve molto allo studio dell’involucro e il risultato è una naturale vocazione per una libertà compositiva che restituisce un’opera astratta. “L’inventore di trame”, come lo battezza lo stesso Prestinenza Puglisi, compone trame preziose come variazioni sul tema dell’involucro in cui il registro narrativo varia dal fronte chiuso e compatto alle profonde logge, dal gioco compositivo delle bucature al trattamento materico superficiale. “L’impaginato attento delle facciate nei contrappunti tra il rivestimento in cotto e la pietra bianca di Trani, il trattamento sofisticato delle logge nei tagli che portano luce ai locali interni degli appartamenti indicano la volontà consapevole del progettista di affinare un linguaggio formale in cui la lezione milanese di Cacia Dominioni, Asnago e Vender, ma anche del Bottoni al QT8 e al quartiere Harar, si incontra con le più recenti esperienze residenziali olandesi e tedesche” [L. Molinari, Cino Zucchi. Portello/Milano, www.domusweb.it/it/architettura/2007/02/21/cino-zucchi-portello-milano.html]. Una rilettura critica dei caratteri dell’edilizia milanese che solo un progettista colto può proporre.

Adolfo F. L. Baratta
Professore Associato, Dipartimento di Architettura, Università degli Studi Roma Tre


Scheda tecnica

Oggetto: Edificio in linea (res. convenzionate); Edifici a torre n.3 (res. libere) e n.2 (res. convenzionate)
Località: Milano, Italia
Committente: Auredia s.r.l.
Progetto architettonico: Cino Zucchi Architetti
Progetto strutturale: Sajni e Zambetti s.r.l.
Progetto impiantistico: Ariatta ingegneri dei sistemi s.r.l.
Impresa di costruzione: Marcora costruzioni S.p.A.
Cronologia: 2002 (progettazione), 2004-2007 (costruzione)
Superficie: 11.441 m2; 8.834 m2; 5.724 m2
Costo di costruzione: 16.128.000 €; 15.998.000 €; 8.022.000 €
Fotografie: Filippo Poli, Cino Zucchi Architetti

contentmap_plugin