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Svizzera/Basilea  
Herzog + De Meuron

Museum der Kulturen Basilea

Nel sempre più ricco carnet internazionale di realizzazioni di qualità, le opere costruite da Jacques Herzog e Pierre de Meuron a Basilea (Ch) – sede dell’omonimo studio e loro città nativa – tendono ad assumere un significato particolare. In questo quadro, che oscilla un po’ tra il familiare e la sperimentazione, si inseriscono anche l’ampliamento e la ristrutturazione dell’ottocentesco Museum der Kulturen, effettuati per ridare la giusta autorevolezza materica (e simbolica) a quello che fin dalle sue origini era considerato come un grandissimo «Museo universale». L’edificio, progettato nel 1849 dall’architetto classicista svizzero Malchior Berri, aveva subìto nel corso del tempo altri ampliamenti e «aggiustamenti», dovuti principalmente alla necessità di ospitare ed esporre in modo adeguato il ricco patrimonio dell’istituzione basilese, che ha ormai raggiunto, grazie alle ricorrenti donazioni dei suoi generosi cittadini, il considerevole ammontare di 300.000 oggetti.

Alla cronica mancanza di spazi espositivi, bisogna aggiungere la non felice collocazione dell’ingresso principale dell’edificio rispetto al circostante tessuto urbano medievale e alla «normale» quotidiana vita pubblica fatta di percorsi, passeggiate e monumenti storici. A questa evidente contraddizione che il Museum der Kulturen si portava appresso – ricchissime collezioni etnografiche di fama mondiale contenute dentro un involucro ormai troppo piccolo e non sufficientemente rappresentativo come ci si aspetterebbe da uno spazio pubblico di qualità –, i due architetti svizzeri hanno risposto con un progetto elegante ed efficace, che ha saputo mostrarsi, allo stesso tempo, poetico e funzionale. 

La questione più rilevante, quella riguardante l’entrata posta sulla Augustinergasse, condivisa con l’attiguo Naturhistorisches Museum (Museo di storia naturale), e il conseguente non utilizzo pubblico del cortile comune ai due musei (Schürhof), è stata risolta in modo semplice e originale: l’ingresso principale al Museum der Kulturen è stato reso autonomo e spostato sulla Münsterplatz. Esso ora avviene attraverso il caratteristico portale di uno degli edifici medievali che si affacciano sulla piazza, il quale conduce al cortile reso praticabile e recuperato per la sua nuova funzione pubblica. Il cortile-atrio all’aperto, contrassegnato dalle facciate medievali degli edifici che lo configurano, è stato abbassato di quota (una parte consistente) e pavimentato in laterizio. Leggermente in pendenza conduce, tramite una scalinata inclinata, al nuovo ingresso del volume museale, caratterizzato da un basamento reso completamente trasparente dalle grandi porzioni vetrate.

Qui, di fronte e sopra l’accesso, sono stati collocati i due nuovi elementi architettonici esterni, i più evidenti e dichiarati, quelli che concorrono alla definizione della nuova identità del Museo inaugurato nel settembre del 2011: un essenziale giardino verticale, composto da piante rampicanti attorcigliate intorno ai sette montanti metallici, appeso al volume terminale-copertura che sporge oltre il limite esterno dell’edificio.

Gli ulteriori interventi realizzati – una quasi impercettibile, ma determinante sistemazione delle scale interne, la chiusura strategica di alcune finestre del fronte museale e l’abbassamento fino alla quota del pavimento di altre aperture, altrettanto strategiche, per creare suggestive viste panoramiche, una ripartizione interna ancora più razionale, la creazione di una sala espositiva a doppia altezza, e altro ancora – sono da considerarsi quasi come azioni collaterali, anche se, certamente, hanno contribuito in maniera non secondaria al buon esito finale del progetto. Ma, alla fine, quello che maggiormente rimarrà impresso nelle menti dei visitatori, un po’ distratti dalle grandi ricchezze delle collezioni permanenti del Museo, sono questi pochi ma essenziali motivi architettonici: la piazza – cortile, il giardino verticale e la nuova copertura.

Il volume di quest’ultima, in particolare, è composto da numerose porzioni distinte da piegature irregolari, quasi a voler ribadire la sua diversità rispetto ai vicini tetti medievali dell’isolato storico: un segno di rinnovamento e differenziazione ribadito dal colore verde scuro scelto per il rivestimento, realizzato in piastrelle di ceramica esagonali (alcune delle quali tridimensionali) che riflettono la luce anche a cielo coperto. La struttura portante metallica piegata dell’intero manto di copertura determina, nel piano sottostante, un suggestivo spazio espositivo unico, contraddistinto dall’assenza di pilastri e dalla forma variabile. Anche se tutti i nuovi elementi architettonici introdotti dai progettisti concorrono alla costruzione della nuova identità del Museo, è praticamente impossibile sfuggire alla visione coraggiosa del volume della nuova copertura che, come un oggetto misterioso calato dall’alto in mezzo alla massa dei tetti medievali di Basilea, ricorda una delle principali funzioni dell’architettura: produrre interventi che suscitino emozioni, senza tuttavia tralasciare alcune essenziali questioni di ordine funzionale. 

Igor Maglica
Phd, architetto libero professionista


Scheda tecnica

Oggetto: Museum der Kulturen
Località: Basilea, CH
Committente: Stiftung Museum der Kulturen, Basel e Kanton Basel-Stadt c/o Hochbau- und Planungsamt, Basel
Progetto architettonico: Jacques Herzog e Pierre de Meuron (Partners),

Christine Binswanger (Partner in Charge)

Project team: Martin Fröhlich (Associate), Mark Bähr (Project Architect), Michael Bär, Béla Berec (Model), Giorgio Cadosch, Gilles le Coultre, Piotr Fortuna, Ines Huber, Volker Jacob, Jürgen Johner (Associate), Hamit Kaplan, Beatus Kopp, Laura Mc Quary, Severin Odermatt, Nina Renner, Nicolas Venzin, Thomas Wyssen
Progetto strutturale: ZPF Ingenieure, Basel
Landscape design: Rapp Infra AG, Basel
Cronologia: 2001-03, studio e disegni preliminari; 2003-04, sviluppo del progetto; 2008-10, disegni esecutivi e realizzazione
Fotografie: Roland Halbe

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