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Italia/Milano  
Guido Canali

Manifattura Tabacchi

La reinterpretazione degli spazi dell’industria sottrae alcune significative occasioni milanesi all’azione logorante del non utilizzo, offrendo una sede al Centro Sperimentale di Cinematografia, alla Fondazione Cineteca Italiana e alla Lombardia Film Commission. Il primo è spazio di formazione e avviamento alla produzione, la seconda di archivio e documentazione, la terza di vero contatto con le aziende del settore pubblicitario e della fiction televisiva. Il found footage riusa, mediante riassemblaggio, fotogrammi o intere pellicole esistenti, per realizzare pellicole del tutto nuove, con nuovi messaggi e trame, in virtù di uno spostamento dell’intenzione autoriale. Secondo i modi propri all’architettura accade analogamente con i volumi dell’esteso polo industriale milanese, dismessi nel 1999, originariamente dedicati alla lavorazione del tabacco e al confezionamento dei generi di monopolio. Architettura e cinema proseguono qui il rapporto di reciproca germinazione e contaminazione. 

Comuni sono il ruolo di protagonista affidato alla sensorialità visiva e la sua influenza sulla sfera percettiva ed emozionale generale. Canali interviene all’interno degli alti volumi delle fabbriche inserendo percorsi in quota, aprendo partizioni cieche con ampie vetrazioni e trasparenze, allestendo spazi dinamici per le grafiche di Italo Lupi, in cui gli occhi sono attratti da molteplici inquadrature inter-esterne stimolanti la fruizione concretamente fisica dei luoghi. Il linguaggio sempre aggiornato dell’autore è rispettato, particolarmente nelle scelte tecniche delle passerelle sospese, degli accostamenti dinamici di superfici da percorrere e da osservare, delle generose quantità di luce, dell’eleganza minimale delle soluzioni di dettaglio, dell’ordine rigoroso con cui vengono dosati i materiali, dell’interazione con gli spazi verdi esistenti e di progetto. È rispettato il genius loci nella conferma all’interno dei materiali caratterizzanti l’ingresso monumentale, nella lettura e nelle integrazioni della facciata laterizia, nell’arricchimento dei campi lunghi inquadranti le scenografie urbane d’intorno, nell’acquisizione entro nuovo layout dei ritmi scanditi dalle strutture originarie. Dell’intero isolato manifatturiero il polo del cinema occupa la porzione affacciata su viale Fulvio Testi: edifici di completamento realizzati a partire dal 1954 con caratteri razionalisti, su progetto degli uffici del demanio. 

All’ingresso, reso monumentale da marmi e caratteri gigantiformi, si affiancano simmetricamente due volumi lineari in laterizio a vista. Nei due materiali si riflettono simbolicamente l’istituzione e la comunità civile, di impiegati e ceto operaio residente all’intorno, per circa tremila unità al lavoro. Il disegno di facciata è sobrio e ordinato, con classica sovrapposizione orizzontale per fasce, di attacco a terra e sommità, tra cui è intessuta la trama di mattoni rossi a sormonti in mezzeria. Sono essi opportunamente giuntati in verticale in corrispondenza degli allineamenti strutturali, posati con soluzione a piattabanda sopra le finestre di piano terra, negando invece la funzione portante in corrispondenza delle finestre riquadrate di piano primo, infine ritti nel nastro superiore perimetrale. 

Per gli interventi di riparazione a scuci e cuci, così come per i ripristini di brani di murature, sono prescelti laterizi con lieve differenza cromatica e sistemi di posa non ammorsati agli stipiti di originarie bucature, secondo i principi restaurativi di leggibilità e reversibilità dell’intervento. Il nuovo tetto verde coerentemente ingentilisce, protegge e completa la naturalità della rinnovata fabbrica.

Guido Canali è chiamato all’intera regia progettuale del piano integrato di intervento del complesso, dell’estensione di quasi otto ettari. 

La riqualificazione prende avvio nel 2003 dal Protocollo d’Intesa tra Amministrazione dello Stato e Comune di Milano, per la valorizzazione di alcuni immobili statali. Il lavoro ha successivamente coinvolto Regione Lombardia, Provincia di Milano, Fintecna S.p.a. e Fondazione Centro Sperimentale di Cinematografia. In gennaio 2005 l’accordo di programma in variante al Piano Regolatore Generale trasforma la previsione di P.R.G. da zona omogenea B1 con destinazione industriale, a zona speciale Z21 con apertura alla commistione di funzioni. 

Alle residenze e al commercio si affiancano il Centro Sperimentale del Cinema, le Scuole Civiche del Cinema, il Polo Cine-Audio-Visuale, la Residenza temporanea, la Residenza Universitaria, la Residenza Sociale con il Centro Ricreativo Anziani, l’asilo e la caserma. Si conserva la grande parte degli edifici originari, vincolati, compresa la ciminiera dell’ex-centrale termica. 

La costruzione ha storicamente avuto inizio dal 1929 e si è completata intorno al 1960, data la crescente scomodità di precedenti sedi fagocitate dall’espansione cittadina, pure bombardate durante le guerre.

Alberto Ferraresi
Architetto, libero professionista


Scheda tecnica

Oggetto: Manifattura Tabacchi
Località: Milano, Niguarda – Cà Granda
Committente: Quadrifoglio S.p.A., Regione Lombardia Progetto
Progetto architettonico: Guido Canali – Canali associati srl
Cronologia: 2006 (presentazione), 26/01/2007 (approvazione)
Superficie: complessiva 78.806,00 m2, di cui 3.448 m2 per Centro Sperimentale del Cinema, 5.360 m2 per Polo Cine-Audio-visuale
Fotografie: Gabriele Basilico (b/n), Francesco Bolis (colore)

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