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Spagna/Navarra  
Taller Básico de Arquitectura

Il centro civico di Orkoien Navarra

La città di Orcoyen (in basco Orkoien) è un comune spagnolo della comunità autonoma di Navarra ed è dislocato a circa 5 km dalla capitale Pamplona. Nato nel 1996, a seguito del distaccamento dal comune di Olza, si estende per oltre 5 Km2 e conta una popolazione, in crescita, di circa 3.500 abitanti. Dalle origini, datate intorno al XIII secolo, e fino al 1970, Orkoien era poco più che un borgo agricolo: negli anni Ottanta del secolo scorso, però, la popolazione di neanche 300 abitanti arriva a quasi 2.000 unità grazie all’industrializzazione delle aree circostanti.

La presenza di un’importante industria automobilistica tedesca nelle vicinanze ha di fatto trasformato una città agricola in un polo industriale. Questo sviluppo repentino, e la conseguente crescente richiesta di nuove residenze, ha costretto la municipalità, a partire dagli anni Duemila, a rivedere l’assetto urbanistico della città. La realizzazione di un centro civico è conseguenza anche di questa trasformazione sociale avvenuta negli ultimi anni, che, di fatto, ha trasformato l’agglomerato urbano in una sorta di centro residenziale con abitazioni monofamiliari, a servizio delle industrie, impoverendolo delle peculiarità sociali tipiche dei borghi agricoli.

L’idea di realizzare il centro civico nasce proprio dall’esigenza di creare un luogo di aggregazione e di mettere a servizio degli abitanti spazi comuni dove poter socializzare, ma anche studiare e svagarsi. Il concept del progetto è certamente interessante: come sostengono Javier Pérez Herreras e Javier Quintana De Uña, fondatori del Taller Básico de Architettura (letteralmente Atelier/Laboratorio di base per l’architettura), l’intento era quello di progettare un «muro pieno di aria» (un muro lleno de aire). Per fare ciò i progettisti si sono ispirati alle costruzioni con cui giocano i bambini cercando di incastrare e sovrapporre vari mattoncini differenti tra loro per colori, altezze e lunghezze. 

Volumetricamente tale intenzione è chiaramente denunciata dal susseguirsi dei pieni e dei vuoti, delle porzioni opache e di quelle trasparenti, oltre che dall’utilizzo di materiali e colori in deciso contrasto tra loro. Il centro si sviluppa su 3 piani fuori terra e si presenta, nell’insieme, come un parallelepipedo compatto, dalla forma geometrica semplice e netta. Tre dei blocchi-funzione sono ciechi (il volume dei collegamenti e dei servizi igienici, la scuola di musica e gli archivi), mentre i corpi che definiscono la zona di accesso, l’area informativa, la biblioteca, la sala giochi, gli uffici e le aule pluriuso sono permeabili e vetrati.

Dal punto di vista funzionale l’edificio è diviso in due parti ben distinte: a sud è dislocato il volume che contiene l’auditorium e che si sviluppa su tre piani, mentre a nord sono collocate la biblioteca, gli uffici, gli spazi multiuso, l’archivio e la scuola di musica. A fare da cerniere tra i due blocchi, il corpo dei collegamenti verticali, i servizi igienici e le zone di accesso alle varie funzioni.

In pianta sono le specifiche funzioni degli spazi che, ai vari piani, permettono l’identificazione certa dei singoli mattoncini che compongono l’edificio. A quota zero, partendo da sud e proseguendo verso nord, alla prima costruzione opaca, che contiene il piano terra dell’auditorium, segue uno spazio vuoto, poi un parallelepipedo rosso (la zona di distribuzione) e l’ultimo blocco trasparente che ingloba la biblioteca e la sala giochi.

Al livello superiore il corpo di fabbrica dell’auditorium è sormontato da uno più lungo, sempre opaco, che va a coprire il passaggio del piano sottostante e perimetra il doppio volume e la zona di accesso allo stesso auditorium: di seguito si ripetono il mattoncino rosso, quello vetrato, che definisce spazialmente gli uffici e i locali multiuso e, a chiudere, gli altri blocchetti più piccoli, sempre opachi, che ospitano l’archivio e rigirano sul fronte nord. 

Infine, al secondo piano, i pieni e i vuoti si invertono parzialmente: un volume trasparente si sovrappone a quelli opachi favorendo l’illuminazione dell’auditorium, mentre quello rosso si ripete e si allunga, e tre mattoncini opachi, più stretti, chiudono i fronti dell’edificio, lasciando un patio interno a cielo aperto, a uso degli spazi adiacenti della biblioteca. 

Elemento architettonico caratterizzante il progetto è proprio la cerniera rossa tra l’auditorium e i restanti ambienti che, cromaticamente e matericamente, spezza la colorazione uniforme e tenue dell’edificio in calcestruzzo e vetro. Questo corpo di collegamento, a forma di L rovesciata, si distingue per l’uso del laterizio faccia a vista sia negli interni che in esterno. 

Gli stessi mattoni utilizzati per connotare una porzione di prospetto vengono usati per realizzare le pareti interne, i controsoffitti e le pavimentazioni, generando un netto contrasto con le superfici adiacenti, bianche e lucide. Proprio l’accostamento tra il colore rosso e la trama materica del laterizio con il colore bianco e la finitura lucida dell’intonaco, delle ringhiere metalliche, delle pavimentazioni e dei gradini, oltre a conferire al centro civico un linguaggio fortemente moderno e contemporaneo, contribuiscono, in modo determinante, a definire ulteriormente le specifiche funzioni degli ambienti. L’uso del laterizio negli interni garantisce, inoltre, quella sensazione di familiarità, appartenenza e tradizionalità che pochi altri materiali sono in grado di fornire

Claudio Piferi
Architetto, Phd, Università degli Studi di Firenze


Scheda tecnica

Oggetto: Centro civico Orkoien
Località: Calle Arriurdiñeta Orkoien, Navarra
Committente: Municipalità di Orkoien
Progetto architettonico: Taller Básico de Arquitectura – Javier Pérez Herreras, Javier Quintana De Uña
Impresa edile: IC Construccion
Cronologia: 2008 - 2010
Superficie: 3.827 m2
Costo: € 4.488.700
Fotografie: José Manuel Cotillas

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