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Belgio/Porcheresse  
Label architecture

Centro per la cura dei bambini

I Disturbi dello Spettro Autistico, come definito anche dal DSM V Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders redatto dall’Associazione Americana degli Psichiatri, sono definiti come disturbi neurologici con deficit persistenti nella comunicazione e nell’interazione sociale, che presentano comportamenti, interessi e/o attività ristrette e ripetitive e una caratterizzazione comune di sensibilità all’ambiente, attraverso iper o ipo-reattività agli stimoli sensoriali o interessi insoliti verso aspetti sensoriali dell’ambiente. Quest’ultimo aspetto è di particolare importanza poiché coinvolge direttamente l’ambiente costruito. L’ultimo report dell’U.S. Centers for Disease Control and Prevention (CDC) stima 1 bambino di 8 anni su 31 con autismo, rilevando un costante aumento nell’ultimo decennio. La dicitura “Spettro nell’autismo” dipende dalla manifestazione in uno “spettro” di diversi modi nelle persone, rendendo molto difficile trovare linee guida universali per la progettazione di ambienti autism-friendly e preferendo la possibilità di personalizzare gli spazi o renderli flessibili. È stato provato come trasformare l’ambiente possa migliorare la qualità di vita delle persone con autismo e favorire il benessere, i comportamenti positivi, la relazione con gli altri, il gioco e l’apprendimento. Fin da piccoli l’apprendimento avviene dall’interazione con l’ambiente circostante proprio attraverso i sensi. Le sensibilità e le percezioni sensoriali sono pertanto all’origine della comprensione del mondo circostante, ma anche delle problematiche spesso riscontrate nella comunicazione e nel rapporto con gli altri e dei cosiddetti “comportamenti problema”, derivati dalla sovrastimolazione e dall’accumulo di stress e ansia. Tutto questo è ben chiaro a Label architecture, studio di architettura fondato a Bruxelles nel 2004, che è stato incaricato di un intervento di trasformazione edilizia nella zona rurale di Porcheresse, nel sud del Belgio.

L’area, situata tra i boschi e i campi della Vallonia, offre qualità eccezionali per l’accoglienza di giovani con disturbo dello spettro autistico. La natura costituisce infatti un aspetto di grande importanza, con benefici terapeutici, come generatore di benessere sia fisico sia mentale: riduzione dello stress, auto-regolazione degli stimoli sensoriali, sviluppo emotivo e sociale, aumento dell’agilità e della coordinazione, promozione della attività di gioco e, di conseguenza, della collaborazione e del linguaggio, secondo gli approcci di healing architecture e biophilic design. Il progetto ha proposto di trasformare e integrare l’edificio esistente mediante due ampliamenti: collocati simmetricamente alle due estremità, i nuovi volumi completano il programma funzionale e stabiliscono una stretta connessione con il parco. Il complesso architettonico presenta un impianto planimetrico semplice e chiaro, una distribuzione spaziale efficace e funzionale degli ambienti, connettivi ampi, non lunghi e strutturati con aree di sosta e filtro, una chiara identificazione degli ambienti rispetto alla funzione, prevedibilità e sequenzialità degli spazi. Gli ambienti risultano in grado di ridurre il disagio sensoriale e ambientale, ovvero evitare la condizione di “sovraccarico” che può rendere il mondo circostante intollerabile e incomprensibile. La qualità ambientale degli spazi, in particolare quella acustica, luminosa e dell’aria, sono stati caratteri dell’ambiente essenziali per il progetto. Spazi calmi e di quiete che favoriscono l’equilibrio sensoriale, spazi di filtro e transizione tra le diverse zone e luoghi di partecipazione protetta che consentono un coinvolgimento e una partecipazione continua anche in momenti di sovraccarico, con il supporto di punti di regolazione sensoriale.

La compartimentazione e la strutturazione degli spazi, la distribuzione “sensoriale” degli ambienti, la proporzione e la prossemica favoriscono l’utilizzo degli ambienti, anche in modo autonomo, il rapporto con i propri pari e la qualità dell’apprendimento. Ovviamente anche la sicurezza costituisce un requisito fondamentale di tutti questi ambienti, unita alla durabilità, senza perdere quei caratteri familiari che rendono gli spazi accoglienti e confortevoli, soprattutto attraverso l’uso di materiali e textures. In questo senso l’ampio impiego del laterizio, materiale durevole e familiare, rappresenta una cifra stilistica dell’intervento: a titolo esemplificativo, si veda come vengono mani polati e rafforzati gli elementi della partitura delle facciate nuove in continuità con quelle esistenti, quali le aperture, i cornicioni e l’attacco a terra. 

Adolfo F. L. Baratta

Professore Associato, Dipartimento di Architettura, Università degli Studi Roma Tre

Elena Bellini

Architetto, PhD, Assegnista, Dipartimento di Architettura, Università degli Studi di Firenze

 


Scheda tecnica

Oggetto: Centro per bambini con disturbo
dello spettro autistico
Località: Porcheresse (Belgio)
Progetto architettonico: Label architecture
Cronologia: 2020 (progettazione) - 2021 (realizzazione)
Superficie: 1750 m2
Fotografia: Stijn Bollaert