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Giappone/Chiba  
Atelier Tekuto

Residenza privata Prefettura di Chiba

La piccola residenza privata progettata dall’Atelier Tekuto è immediatamente visibile all’interno del tessuto edilizio circostante, fortemente caratterizzato da morfologie e tipologie e della tradizione. Il volume dell’edificio si contraddistingue per l’assenza di spigoli e la pianta, decisamente organica, riprende la forma tradizionale delle perline (che si pensa fossero utilizzate come portafortuna già nell’età della pietra), per allungarsi e ruotare parzialmente su se stessa fino a formare una virgola. 

L’edificio si sviluppa per poco più di 50 m2 in un unico piano fuori terra con una piccola porzione soppalcata: per mezzo di una porta protetta da una tettoia poligonale si accede a un ambiente unico destinato a living room, all’interno del quale è collocato un altro «oggetto», sempre dalla forma curvilinea, che contiene sia la cucina, parzialmente a vista all’interno dello spazio living, sia il servizio igienico, opportunamente schermato.

Intorno al corpo dei servizi si sviluppa la scala che porta al piccolo soppalco utilizzato come camera da letto.

L’ingresso della luce all’interno della residenza è garantito dalle sette feritoie ricavate lungo il perimetro della muratura, dalla fascia superiore in vetro-mattone e da due lucernari in copertura.

Il blocco servizi, così come la scala e lo stesso soppalco sono realizzati in pannelli stratificati, mentre il resto dell’edificio, a eccezione della copertura, e della fascia in vetro-mattone, è in laterizio faccia a vista anche negli interni.

Il fabbricato, se si escludono le fondazioni in calcestruzzo armato e il cordolo superiore in acciaio, è realizzato in muratura portante di mattoni di terracotta (anche se per forma e misure sarebbe più opportuno definirli blocchi) che hanno dimensioni di 400x250x100 mm e pesano circa 20 kg l’uno: morfologicamente i blocchi sono caratterizzati, oltre che dall’essere pieni, dalla presenza di due o quattro protuberanze sulla faccia inferiore e due o quattro rientranze su quella superiore che, in abbinamento con la malta, permettono di innestare i singoli elementi uno sull’altro e di ruotarli leggermente quando necessario. 

Gli oltre 2.500 mattoni fatti a mano, necessari per la costruzione (gruppi di 4-6 persone hanno prodotto in media 30 mattoni al giorno) si contraddistinguono anche per l’impasto utilizzato.

L’intervento, infatti, è fortemente caratterizzato, sia formalmente che tecnologicamente, dalla tipologia di mattoni impiegati, tanto da essere pubblicizzato dallo stesso Atelier Tekuto con il nome di «Earth Bricks».

La costruzione della residenza è stata l’occasione, per lo studio di architettura, in accordo con la committenza, per mettere in pratica i risultati di una ricerca condotta, a partire dal 2008, in collaborazione con alcune delle Università più prestigiose de Giappone, ovvero con i laboratori di costruzione delle Università di Tokio e di Waseda. L’argomento meriterebbe sicuramente una trattazione più ampia e specifica, ma è utile accennare al fatto che tale ricerca nasce dalla volontà di nobilitare in Giappone un materiale della tradizione come il laterizio sia in termini di resistenza meccanica che di sostenibilità ambientale.

Lo studio si basa sulla possibilità di utilizzare ogni tipologia di terra (per lo specifico progetto è stata utilizzata anche parte di quella proveniente dagli scavi di fondazione) per produrre mattoni idonei alla realizzazione di strutture portanti: questo grazie all’uso di un additivo naturale come l’Ossido di Magnesio in grado di conferire ai blocchi una resistenza meccanica tale da poter essere impiegati per la realizzazione di edifici sicuri anche in un Paese a forte sismicità come il Giappone. La atossicità dell’Ossido di Magnesio (tanto da essere ampiamente utilizzato nell’industria alimentare) e le proprietà termo igrometriche della terracotta, abbinate alla facile reperibilità di entrambi i materiali, rendono, questo intervento, particolarmente interessante anche in termini di sostenibilità ambientale lungo tutto l’arco di vita utile dell’edificio, dalla costruzione fino alla dismissione.

Claudio Piferi
Architetto, Phd, Università degli Studi di Firenze


Scheda tecnica

Oggetto: Residenza privata
Località: Prefettura di Chiba (J)
Committente: Privato
Progetto architettonico: Yamashita Yasuhiro (Atelier Tekuto)
Progetto strutturale: Sato Jun (Jun Sato Structural Engineers), Endo Kazuhiro (EOS Plus)
Progetto illuminotecnico: Kanatani Mako (Visual Technology Institute)
Collaboratori: Prof. Shuichi Matsumura, prof.sa Kaori Fujita (Tokyo University), prof. Naoyuki Koshiishi (Waseda University)
Gestione del cantiere: Atelier Tekuto+Ogawa Kyoritsu Kensetsu
Cronologia: 2009 (progetto); 2010 (inizio lavori); 2011 (termine lavori)
Superficie: Area 188,52 m2; residenza 51,39 m2
Fotografie: Sobajima Toshihiro

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