Monoliticità e variazioni in dettaglio

Volumi squadrati, superfici continue e massa muraria connotano l’architettura del quartiere universitario di Delft e la nuova residenza per studenti, dove l’uniformità dei paramenti è impreziosita da raffinati giochi decorativi di dettaglio

La residenza per studenti De Vries van Heijstplantsoen si trova nel quartiere universitario del Politecnico di Delft (TUD). L’area di progetto confina a nord con il centro di Delft, lateralmente con quartieri residenziali e a sud con il quartiere universitario. L’immediato intorno dunque si caratterizza per edifici di vecchia costruzione, sia nella parte residenziale sia nella parte universitaria, risalenti al periodo della Scuola di Amsterdam e dell’architettura di Berlage, connotati dallo sviluppo continuo dei fronti (articolati in edifici in linea o a corte), dalle forme nette e dai volumi squadrati, dalle ampie aperture, dall’uso diffuso della muratura e dall’uniformità dei paramenti in mattoni faccia a vista. 

Lo studio dell’intorno ha fortemente influenzato il progetto, che si è dovuto anche confrontare con la presenza nell’area di un edificio di particolar pregio monumentale costruito nel 1923. 

Il nuovo progetto è una combinazione tra nuova costruzione e ristrutturazione della Villa e prevede un corpo a corte, che ingloba lungo un lato il volume dell'edificio storico. In questo modo si è potuto arretrare il nuovo fronte rispetto alla strada Michiel de Ruyterweg. Si è inoltre creato un punto di accesso principale sul fronte strada in asse con lo scalone dell'edificio storico, posto sul lato opposto della corte interna. Per fare questo si è studiato un basamento che si ditingue dal corpo dell’edificio, sia per connotazione formale, sia per sviluppo e che rientra in corrispondenza dell’ingresso principale, lasciando il corpo superiore a sbalzo.

Nella corte interna si viene a creare uno spazio intimo e riservato ma di condivisione, favorevole allo sviluppo di rapporti sociali tra studenti. Le unità residenziali sono state studiate per dare risposta alle richieste degli studenti. E’previsto che in futuro, a seconda del mercato, le unità possono essere modificate. In questo modo, il progetto segue un approccio flessibile e sostenibile. Gli appartamenti per studenti possono essere utilizzati per soggiorni di breve durata e di lungo periodo, in affitto. Il complesso può ospitare 303 studenti: il nuovo edificio a forma di U con 6 piani offre 212 unità residenziali e 15 appartamenti condivisi, la Villa ristrutturata è composta da 6 unità residenziali e 6 appartamenti condivisi. 

Il progetto della facciata del nuovo edificio nasce da un accurato  studio della composizione di quelle degli edifici storici adiacenti, in particolare della TU. Lo studio ha consentito di individuare alcuni elementi ricorrenti caratterizzanti gli edifici esistenti: l’articolazione in basamento, corpo, coronamento; la prevalenza di linee verticali nel corpo principale; la presenza di rilievi, lesene, rientranze e sporgenze che, pur nella continuità e uniformità dello sviluppo della facciata, consentono di conferire ritmo e movimento; lo sviluppo verticale delle finestre, articolato in parti; la presenza di sottili linee orizzontali marcapiano; l’uso esteso di mattoni faccia a vista tranne che per pochi elementi decorativi del vano finestra. Tutti questi elementi connotanti sono stati trasferiti nel progetto, con rielaborazioni. La distinzione tra basamento, corpo principale e copertura vede una accentuazione nella distinzione del basamento, che si differenzia per passo delle aperture (più strette e più fitte) e per giacitura (disallineamenti, rientranze e sporgenze), e una maggiore uniformità tra corpo e copertura, anche se il coronamento cambia texture (da mattoni a tessitura orizzontale a mattoni a tessitura verticale) e altezza. Viene riproposta la prevalenza di linee verticali, ma spezzando l’allineamento con sfalsamenti tra le finestre ai diversi piani. Vengono realizzate rientranze e sporgenze tra parti in muratura e aperture e anche tra le diverse parti in muratura stesse, sostituendo alla lesena l’articolazione dei piani murari su diversi livelli. Vengono configurate aperture a sviluppo verticale, grazie alla continuità a doppia altezza, e con una articolazione data dal marcapiano. Per creare linee orizzontali dal disegno lieve, ogni due piani l’elemento marcapiano viene distinto tramite il cambiamento di texture (da mattoni a tessitura orizzontale a mattoni a tessitura verticale). Viene adottato il faccia a vista in laterizio come unico paramento, evitando elementi ornamentali in altri materiali e lavorando sulla decorazione data dalle diverse giaciture dei mattoni, a creare texture diverse, ma soprattutto lievi sporgenze e rientranze, e dunque piani murari differenti, grazie all’uso di mattoni con spessori differenti. La rivisitazione dei caratteri connotativi del passato fa sì che l’edificio si inserisca con continuità nel contesto, calibrando proporzioni e rapporti con l’intorno, ma allo stesso tempo si distingua per la capacità di rielaborare i temi del passato in un linguaggio contemporaneo.

Monica Lavagna - Ricercatore, Dipartimento di Architettura, Ambiente Costruito e Ingegneria delle Costruzioni (ABC) Politecnico di Milano

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