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Germania/Francoforte sul Meno  
Stefan Foster Architekten

Residenze e asilo nido

Nel 1771 ai margini dell’allora villaggio indipendente di Bockenheim sorgeva, per volere della principessa Henriette Amalie di Anhalt-Dessau, il parco privato di Von Bernus, noto per gli abitanti del quartiere come Bernuspark. Insieme al parco, la principessa aveva acquistato una casa padronale trasformandola in un piccolo castello barocco dove soggiornava. Durante la Seconda Guerra Mondiale, a causa dei massicci bombardamenti  subiti dalle incursioni aeree sulla città di Francoforte, tutti gli edifici furono in gran parte distrutti. A presidiare il lussureggiante parco settecentesco, costituito da 1,75 ettari di aree boschive con alberi esotici e percorsi romantici in stile inglese, sul limite nord-orientale dell’area, si erge oggi scultoreo il nuovo edificio progettato dallo studio di architettura di Stefan Forster. L’edificio è situato all’interno del distretto di Bockenheim nell’area ovest di Francoforte sul Meno, prospiciente la strada carrabile di Schlosstrasse. Si presenta come un blocco compatto e isolato, con un’impronta a terra di 330 metri quadrati, di 14 metri sul lato corto e 23,50 sul lato lungo. 
Il nuovo edificio sostituisce un vecchio manufatto commerciale su due livelli con coperture piane, la cui principale funzione era legata a servizi ristorativi. Nel gennaio 2017 iniziano i lavori di demolizione e successiva ricostruzione che si concludono nel marzo 2018. La struttura ospita attualmente un asilo nido con annessi uffici ai piani terra e primo e 13 appartamenti residenziali.
Il fabbricato è costituito da cinque livelli fuori terra, una copertura a falde inclinate simmetriche e un piano sottotetto mansardato che prende luce da tre grandi abbaini. In termini volumetrici l’edificio riprende la quota delle altezze interrotta dall’edificio residenziale a cortina muraria situato a nord-ovest. L’orientamento dell’edificio, lungo l’asse NO-SE, allinea il colmo del tetto spiovente parallelamente alla strada e ai binari della ferrovia scoperta che la cinge sul lato a nord-est. Una griglia ordinata di aperture struttura la facciata in mattoni sulla Schlosstrasse e caratterizza la composizione architettonica sui prospetti timpanati nei lati corti. Lo schema generatore della composizione dei prospetti si interrompe solamente nella facciata posteriore sud, nonostante la regola compositiva rimanga inalterata, ordinata e simmetrica. L’edificio si mostra massivo e severo dall’esterno, ma svela all’interno un’anima differente: grandi vetrate a tutta altezza e logge si aprono sul giardino dell’asilo nido e verso il parco, permettendo alla luce di permeare gli ambienti interni e creando le migliori condizioni microclimatiche per i residenti e i piccoli fruitori dell’edificio.
Una scala antincendio a spirale in acciaio zincato è posizionata nell’asse centrale della facciata sud, sottolineando la simmetria dell’intero edificio: questa regolarità è rotta solamente dagli ingressi fuori asse delle residenze e dalla parete che delimita il giardino dell’asilo che, toccando l’edificio residenziale adiacente, isola e definisce la giusta distanza dell’architettura.
L’orientamento del fabbricato permette di proteggere dal freddo e dai venti provenienti da nord garantendo la maggior quantità di illuminazione e irraggiamento proveniente da sud.
Le scelte compositive formali sono correttamente bilanciate a quelle tecnologiche costruttive: il mattone monocromatico rosso, oltre alle prestazioni meccaniche, termiche, acustiche e di durevolezza, definisce al contempo un linguaggio preciso, contemporaneo, familiare e personale, anche rispetto all’edificio residenziale adiacente, costruito durante gli anni ’60 del XX secolo. 
Lungo i prospetti dell’edificio, nella parte superiore ed inferiore in corrispondenza delle aperture, i mattoni sono disposti di taglio, definendo delle cornici marcapiano che disegnano impercettibili trame sulle facciate. Il cambio materico negli elementi architettonici maggiormente esposti alle intemperie del rigido clima tedesco è trattato con mimesi decorativa: lamiere metalliche rivestono i davanzali delle finestre, gli abbaini sul tetto, incorniciano la copertura e i muri perimetrali che fuoriescono dalla sagoma dell’edificio, proteggendo la muratura dalle infiltrazioni di acqua. I parapetti della facciata a sud sono realizzati con lamiere stirate che demarcano la fine delle logge rivolte verso il parco, mentre quelli all’interno della trama delle aperture finestrate si smaterializzano con lastre di vetro.
Il gioco sapiente di elementi tradizionali e moderni come il tetto spiovente e le facciate perforate, nonché l’uso di moduli cubici, prismatici e figure triangolari evocano ricordi compositivi di progetti architettonici tipo-grafici aldorossiani. La scelta dei materiali, degli elementi e delle tecniche costruttive, come in questo caso, non è e non può essere considerato un fatto casuale, ma come sosteneva De Carlo “sono scelti perché non contraddicono, anzi confermano ed esprimono, il sistema di coerenza che il progetto persegue” e solamente in quel caso “diventano espressivi”. La ricerca di questa espressione ha conferito all’opera dell’architetto Stefan Forster la nomina tra i 100 migliori edifici della Germania per il DAM awards 2020, un prestigioso riconoscimento nazionale per le opere di architettura realizzate.

Giulio Hasanaj
Architetto, Ph.D. Student, Dipartimento di Architettura, Università degli Studi di Firenze


Scheda tecnica

 

Oggetto: Blocco residenziale e asilo nido
Località: Francoforte sul Meno, Germania
Committente: Goldman/Weiner
Progetto architettonico: Stefan Forster Architekten
Progetto strutturale: Schwarzbart + Partner
Impresa di costruzione: Ingenieurbüro Auffenberg
Superficie: 1.600 m2
Cronologia: 01/2017 (progettazione), 03/2018 (costruzione)
Fotografie: Lisa Farkas