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Italia/Como  
Lorenzo Guzzini

Casa G a Como

Il progetto di ristrutturazione qui illustrato è il risultato d’incontro di due «memorie»: una «personale» dei ricordi e delle esperienze vissute dai proprietari clienti, e l’altra più «storica», oggettiva, insita nel fabbricato acquistato e memore del suo passato costruttivo e compositivo. 

Esse, come in un gioco, si rincorrono, si osservano, si fronteggiano, per poi, alla fine, confluire nel prodotto finale realizzato, un’opera ricca di singoli «episodi» assemblati in un insieme fluido e armonico.

Il tutto nasce quando una grossa parte (metà edificio) di una villa semiabbandonata d’inizio Novecento, inserita nella maglia urbana regolare della città di Como, viene acquistata da una famiglia proveniente dalle Marche con l’intento di ristrutturala per poi andarvi ad abitare. Il fatto è che per i committenti, che da sempre hanno vissuto tra i borghi medievali marchigiani costruiti prevalentemente in laterizio, «la costruzione è mattone», nel senso di «materia, volume e tettonica».

Invece, la villa neoclassica di Como presentava, una volta scrostato l’intonaco posato in superficie, una sua struttura autonoma perimetrale realizzata interamente in pietra portante. Che è sì, sinonimo di solidità e di matericità, che fa parte del dna storico della casa, ma non è il mattone così ricorrente nei ricordi dei nuovi proprietari.

Il giovane progettista di Dizzasco (Como) sceglie di provare la strada che terrà insieme le due «anime» della casa, quella litica e quella laterizia, decidendo di conservare la struttura perimetrale in pietra e di realizzare le pareti divisorie in mattoni portanti pieni. L’incontro tra i due materiali naturali lasciati a vista avviene nei nuovi ambienti interni della villa ed è coadiuvato dalla scelta progettuale di esporre «a nudo» le pietre delle pareti perimetrali interne.

I due colori «bianchi» così prodotti, quello delle pietre a spacco facenti parte dei muri perimetrali e il colore chiaro prescelto per i mattoni dei nuovi muri divisori rivestono la pareti interne della villa riempendole di matericità e cromia in contrapposizione alla fisicità lignea dei pavimenti, delle porte e dei mobili realizzati in legno massello di rovere scuro.

La dicotomia interna così creata, il chiaro contrapposto allo scuro, la porosità un po’ ruvida dei mattoni e delle pietre in rapporto a quella liscia del legno massello, viene stemperata e uniformata dalla leggera presenza di luce naturale filtrante dalle numerose finestre esterne, dai nuovi lucernari, dai mattoni in cristallo – inseriti «a random» nei muri divisori interni – e dalla decisione di creare in una zona del soggiorno una parte a doppia altezza.

L’immobile, che appariva come «un dedalo di corridoi e mini appartamenti», è stato praticamente svuotato conservando solo le tre facciate perimetrali esterne (e il muro divisorio con l’altra proprietà immobiliare) con le rispettive aperture destinate a porte e finestre. 

La nuova disposizione planimetrica impostata sulla simmetria ed essenzialità prevede al piano terra, nella parte destra (rispetto all’entrata principale centrata sul fronte nord-ovest), la presenza di un vasto corpo scala affiancato da due locali chiusi: la cucina e lo studio. Il resto del piano è una grande area-soggiorno passante caratterizzata da una parte centrale che sviluppa un’altezza doppia.

Il piano superiore è occupato da due ampie camere da letto con i rispettivi bagni attigui, oltre al corpo scala con il pianerottolo da cui ci si affaccia sul locale soggiorno sottostante. Fanno parte della villa anche un livello superiore-mansarda illuminato dai grandi lucernari e il piano seminterrato.

Il dettaglio costruttivo delle nuove murature divisorie realizzate in mattoni pieni prevede appositi «vuoti» – creati «con l’impiego di mezzi mattoni tagliati di costa» – per l’alloggiamento dell’impianto elettrico e dell’impianto idraulico della casa. Il progetto ha vinto la menzione d’onore nell’ambito del premio «Giovane talento dell’architettura 2014» promosso dal Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori.

Igor Maglica
PhD, architetto e giornalista


Scheda tecnica

Oggetto: Recupero di una villa del ‘900
Località: Como
Progetto architettonico: Lorenzo Guzzini
Progetto strutturale: Amalio Peduzzi
Impresa edile: BBT construction, Como
Cronologia: 2009 (progetto); 2010-13 (realizzazione)
Fotografie: Valeria Bellora

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