Australia/Melbourne  
John Wardle Architects

Mattoni come libri

La peculiare tessitura del rivestimento in mattoni a faccia vista sviluppato da John Wardle Architects per la biblioteca del Center for Learning and Leadership della Melbourne Grammar School sottolinea lo stretto rapporto che nel progetto lega soluzioni costruttive, funzioni e contesto

Il Nigel Peck Center for Learning and Leadership, completato nel 2008 su progetto dello studio australiano John Wardle Architects, costituisce un significativo ampliamento delle strutture edilizie della Melbourne Grammar School, il cui nucleo originario, denominato Quadrangle, risale all’età vittoriana. Il nuovo edificio si colloca a ridosso del Quadrangle e si estende lungo il lato nord dell’isolato delimitato dalla Domain Road. Esso costituisce il nuovo ingresso al campus scolastico, ospitando al contempo le attività integrative e di supporto alla formazione, secondo un articolato programma funzionale. La trasparenza costituisce il tema dominante del progetto. La completa apertura dell’edificio nei confronti dell’ambiente circostante raggiunge il duplice obiettivo: innanzitutto, quello di stabilire una connessione visiva e fisica con gli altri edifici del campus e con i giardini circostanti creando un’intrigante sovrapposizione tra nuovo ed esistente, tra costruito e natura; in secondo luogo quello di rendere partecipe l’intera comunità del processo di apprendimento che si svolge all’interno della scuola.

Dal punto di vista dell’organizzazione spaziale il progetto si basa sull’accostamento di una serie di padiglioni, collegati tra loro, che ospitano la biblioteca, gli spazi dedicati alle tecnologie informatiche, le aule per i seminari, una sala teatrale da 240 posti e il centro amministrativo. La parte centrale ospita le aule per i seminari disposte su due livelli. Una serie di ampie finestrature di differente dimensione circoscritte da una profonda intelaiatura in acciaio crea una successione di differenti inquadrature dell’ambiente circostante. Verso est la cortina vetrata piega leggermente verso la strada. In questo punto si trova l’ingresso. Le pareti che lo delimitano, disposte perpendicolarmente rispetto alla porzione inclinata del fronte, orientano la vista dall’esterno direttamente su uno dei fronti del Quadrangle.

In prossimità dell’estremità ovest dell’edificio è stata collocata la biblioteca, un volume articolato su due livelli destinato al deposito dei libri, alla consultazione e allo studio. Il fronte ovest è costituito da una grande vetrata attraverso la quale lo spazio interno si apre completamente in direzione delle aree esterne adibite alle attività sportive, mentre i fronti nord e sud sono completamente ciechi. Il differente trattamento riservato alle pareti che circoscrivono lo spazio interno corrisponde a una precisa interpretazione del tema della biblioteca. Infatti, nel descrivere il progetto, è lo stesso John Wardle ad affermare che «la biblioteca contemporanea è un luogo di studio aperto al mondo esterno, caratterizzato dalla rumorosa discussione di nuove idee ma al contempo essa deve offrire spazi adatti a una più quieta contemplazione».

Le pareti cieche che delimitano la biblioteca a nord e a sud sono costituite da setti di calcestruzzo armato che sostengono i solai intermedi, anch’essi in c.a., e il solaio di copertura, realizzato invece con una struttura in travi di acciaio e completato con un manto formato da elementi in lamiera isolati sostenuti da una sottostruttura in profili metallici piegati a freddo. I setti sono interamente rivestiti con una muratura di mattoni faccia vista in laterizio che prosegue ben oltre il volume riservato alla biblioteca: lungo il fronte nord andando a costituire l’articolato basamento della vetrata della galleria multimediale che attraversa longitudinalmente l’intero edificio; e lungo il fronte sud andando a costituire il rivestimento delle gradinate del teatro all’aperto realizzato a copertura della sala teatrale.

Dal punto di vista materico e cromatico il rivestimento in mattoni richiama la pietra locale (bluestone) e le murature caratteristiche degli altri edifici del complesso scolastico, mentre dal punto di vista formale esso richiama la funzione ospitata nell’edificio. Per la realizzazione del rivestimento sono stati infatti utilizzati particolari mattoni di 230 x 110 x 50 mm di dimensione, caratterizzati da una colorazione molto simile a quella della «bluestone», ottenuta mediante un particolare processo di cottura. Il riferimento alla funzione ospitata, la conservazione e la consultazione dei libri, è invece costituito dalla tessitura degli elementi laterizi. La continuità dei corsi orizzontali è interrotta da coppie di mattoni posizionati verticalmente a imitazione dei libri posti sugli scaffali di una libreria. Il rivestimento nella parte alta presenta una piegatura verso l’interno che, oltre a caratterizzare l’edificio dal punto di vista volumetrico, determina un’evidente sporgenza dei mattoni verticali rispetto al piano inclinato che ne rende ulteriormente evidente la presenza. Il Nigel Peck Center for Learning and Leadership è stato insignito di numerosi premi e riconoscimenti tra cui il National Award for Public Architecture dell’Australian Institute of Architects.

Andrea Campioli
Professore ordinario, Politecnico di Milano

contentmap_plugin

Ultimi articoli pubblicati


Pat-PARAMETRICTerracotta: laterizio tra tradizione e innovazione
Dall’incontro tra una storica fornace veneta e il laboratorio di manifattura digitale Poplab nas...

Restauro e nuova edificazione
dmvA Architecten
Malines (Mechelen, in fiammingo e olandese), piccola cittadina belga situata a metà strada tra Anve...

Residenze e asilo nido
Stefan Foster Architekten
Nel 1771 ai margini dell’allora villaggio indipendente di Bockenheim sorgeva, per volere...

Recupero funzionale e ambientale con l’uso di facciate ventilate in terracotta
Il comune di Cercemaggiore è situato nella Provincia di Campobasso, a confine con la Regione P...

Il laterizio nelle abitazioni tradizionali a Mashhad, Iran: conoscenza e restauro
Lo studio delle abitazioni tradizionali di Mashhad “città sacra” dell’Iran contribuisce al ...