Italia/Foligno  
Paolo Luccioni

Luoghi in laterizio

Nei luoghi di un’antica fornace sorge il complesso residenziale Hoffmann che si ispira alle radici locali, riproponendo elementi della tradizione sia spaziali sia materici, in chiave contemporanea.
Tetti in coppi e mattoni faccia a vista connotano le rigorose superfici esterne dei volumi compatti, finemente lavorati dalle piegature delle pareti verticali e delle linee di copertura.

Il complesso residenziale Hoffmann si trova ai margini del tessuto urbano della città di Foligno,
lungo un’ansa del fiume Topino. Proprio qui sorgevano il forno Hoffmann e gli essiccatoi della fabbrica
di mattoni delle Fornaci Briziarelli Marsciano Spa, che dal fiume, con una rete articolata di opere
idrauliche, captava l’acqua che muoveva le tramogge e i macchinari degli essiccatoi. Il Comune di Foligno ha proposto alla Regione Umbria un Programma Urbano Complesso per il recupero delle aree della dismessa fornace, prevedendo la realizzazione di edifici residenziali, commerciali, artigianali e direzionali, per una capacità edificatoria complessiva di circa 19.000 m2. La parte di intervento realizzata è quella delle residenze a costo calmierato. Il complesso è costituito da 30 alloggi, di cui 10 duplex, e si articola in quattro blocchi fuori terra, di quattro piani, compreso il sottotetto dei duplex. Due corpi di fabbrica più lunghi racchiudono l’intervento verso il fiume e verso la strada principale, mentre due edifici più piccoli si elevano e si fronteggiano al centro, articolando la spazialità di questo micro quartiere. La scelta progettuale di realizzare volumetrie dense e ravvicinate è motivata dalla volontà di riproporre una sorta di tessuto urbano, con spazi aperti di socializzazione tra gli edifici. Gli edifici si caratterizzano come volumi compatti, con murature continue in mattoni faccia a vista e falde continue in coppi di laterizio. L’uso prevalente del laterizio è dovuto alla volontà di riproporre un materiale che fa parte della storia del luogo in cui sorge l’intervento, ma anche della tradizione locale della regione circostante. Infatti il laterizio è prodotto con argilla delle vicinanze e proviene dalle nuove Fornaci Briziarelli Marsciano Spa. La monoliticità dei volumi in laterizio viene alleggerita dalla piegatura delle pareti perimetrali e delle linee di copertura, come se si trattasse di solidi sbozzati, e dalla presenza di svuotamenti e aggetti per la creazione di logge e terrazze. Non si tratta di puri elementi decorativi.
Le piegature sia delle pareti verticali sia delle coperture connotano anche gli spazi interni, arricchendo
la qualità degli ambienti abitativi. E così gli svuotamenti e gli aggetti, utilizzati come logge e terrazze private in continuità con gli alloggi, permettono di ampliare gli alloggi verso l’esterno. Gli svuotamenti, che interrompono la rigorosità dei volumi, rivelano la struttura portante puntiforme in calcestruzzo armato, la cui maglia modulare è elemento regolatore dell’intero progetto sia in pianta sia in alzato.
Nei punti in cui il laterizio si interrompe, emergono cambi materici, come i parapetti in acciaio colorati
o le fasce marcapiano in calcestruzzo. L’acciaio è il materiale che restituisce un tono contemporaneo
agli edifici, affiancandosi al laterizio nei parapetti in lamiera forata o in tubolari orizzontali e nelle pensiline esterne in aggetto rispetto alla muratura. Il rivestimento in laterizio talora si interrompe per scoprire la struttura retrostante, arretra per delimitare le logge, si piega per accompagnare il disegno delle pareti verticali. La rigorosità delle murature in laterizio viene dunque addolcita dal gioco di sporgenze e rientranze, dai colori dei parapetti, dalla sbozzatura degli spigoli della copertura, proiettando nella contemporaneità un’architettura ricca di tradizione e cultura materiale locale.

Monica Lavagna
Professore Associato, Dipartimento ABC Architettura, ingegneria delle costruzioni e ambiente costruito, Politecnico di Milano


 

 

 

 

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