Herzog & de Meuron

Metamorfosi materiale

I tre interventi degli architetti Herzon & de Meuron che vengono qui indagati hanno in comune il tema della fruizione museale in chiave contemporanea e una concezione dello spazio espositivo che mira a integrarsi nella struttura urbana e al tempo stesso a distinguersi dalle preesistenze. La differenza tra vecchio e nuovo è marcata non dalla scelta materica ma bensì dalle modalità di posa del laterizio

Differenti interpretazioni del rapporto tra nuovo spazio espositivo e preesistenze rivelano la coerenza del pensiero progettuale di Herzog & de Meuron. L’ampliamento delTate Modern e dell’Unterlinden Museum sono esiti di concorsi, mentre il museo-magazzino nel Vitra Campus è stato sviluppato su incarico diretto. Nonostante le differenze di requisiti, condizioni di vincolo e contesti, in tutti e tre gli interventi emerge la volontà degli architetti che vecchio e nuovo possano essere percepiti dal visitatore come un unicum dialogante e ben integrato nello spazio. La ricerca di continuità è ottenuta sempre calibrando la tonalità dell’argilla dei mattoni in laterizio di concerto con le preesistenze architettoniche. Gli architetti sono però anche attenti nel comunicare la vibrante presenta delle loro nuove opere nel paesaggio.
In questi casi, è una speciale tecnica di posa dei laterizi a veicolare la scelta linguistica appropriata al contesto e alla fruizione.
Herzog & de Mueron mettono in atto una ricerca di matericità sempre nuova, a partire dalla scelta
rispettosa del contesto che si basa sull’impiego del laterizio. Immaginiamo che l’atto ideativo abbia
portato a una sorta di metamorfosi del laterizio, in quanto le facciate di queste nuove addizioni a musei preesistenti sussumono dal contesto il colore dell’argilla già presente ma, una volta realizzate, le nuove architetture ci mostrano un laterizio che ha davvero subìto un radicale mutamento, proprio in virtù dell’originalissimo metodo di posa studiato dagli architetti.
Le facciate nel nuovo ingresso sud del Tate Modern a Londra comunicano l’idea di collegamento visivo e spaziale tra le parti: la materia rossa del laterizio forma una superficie porosa e penetrabile dalla luce.
L’estensione del museo Unterlinen a Colmar è un esercizio di raffinata coerenza tra antico e contemporaneo e di misurata espressività. Il tetto in rame e la forma stilizzata delle ogive segnalano
l’innesto dei nuovi volumi nella struttura urbana.
Qui gli architetti hanno sviluppato i particolari di 16 conci di laterizio che delineano la forma a sesto
acuto delle finestre.
Infine l’estensione del Vitra Campus in Germania è di un acceso rosso mattone che si neutralizza tra le pavimentazioni e dei manufatti esistenti. Un prisma senza finestre denuncia la sua funzione di magazzino, che all’occorrenza diventa spazio espositivo. Gli architetti hanno trasformato radicalmente una soluzione costruttiva perfomante quanto tradizionale, basata sulla stratificazione di blocchi portanti, strato isolante interposto e rivestimento in laterizio faccia a vista. Il rivestimento esterno sembra un casuale accatastamento di mattoni rotti. La texture di posa è regolare, ma i mattoni sono posati di fascia, lasciando in evidenza proprio le parti spaccate. Il risultato è una superficie architettonica neutra nell’insieme e da lontano, quanto ruvida, sfaccettata e multicolore, se ci si avvicina e si guarda nel dettaglio.

Alessandra Zanelli
Professore associato di Tecnologia dell'Architettura, Politecnico di Milano

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