Germania/Waldweiler  
Heinz Bienefeld

Aperture murarie

Nel progetto per la chiesa di St. Willibrord la ricercata disposizione dei mattoni faccia a vista in corrispondenza delle aperture evidenzia l’eccezionale capacità di Heinz Bienefeld nel controllo tecnico e compositivo del dettaglio costruttivo.

La chiesa parrocchiale di St. Willibrord sorge nella piccolissima cittadina di Waldweiler nel cuore dell’area boschiva del parco naturale di Saar-Hunsrük, trenta chilometri a sud della città di Treviri. Essa costituisce il punto di riferimento per una comunità dispersa in una serie di piccoli agglomerati (Mandern, Hedeert, Schillingen, Kell am See oltre a Waldweiler) caratterizzati dall’edilizia diffusa tipica della renania.

Il progetto di Heinz Bienefeld riqualifica il degradato tessuto edilizio esistente proponendo un imponente volume poligonale irregolare che ingloba due piccole sale a volta gotica della chiesa preesistente e che si adatta alle differenze di quota che caratterizzano il sito. L’accesso principale alla chiesa è posizionato a sud e avviene passando attraverso una torre campanaria realizzata soltanto nel 1990, con un intervento che ha ripreso soltanto in parte il progetto originale. Una scala a doppia rampa consente invece l’accesso lungo il fronte ovest, dove la chiesa si affaccia sul punto più basso dell’area di progetto. La sala liturgica è costituita da un grande spazio che può ospitare fino a 500 fedeli. È delimitata da una spessa cortina muraria di mattoni con tessitura a vista sia esternamente che internamente. Lo spazio interno si caratterizza per l’irregolarità della geometria delle pareti e della pavimentazione, anch’essa in mattoni, che degrada verso la zona centrale, dove trova posto l’altare. La massiccia struttura muraria perimetrale è interrotta soltanto in corrispondenza delle porte di accesso e delle piccole finestre. Queste ultime, grazie a una chiusura realizzata con una sottile lastra di alabastro, illuminano in modo soffuso lo spazio interno, creando un’atmosfera particolarmente raccolta. Le articolate tessiture murarie costituiscono uno degli elementi caratterizzanti l’intero progetto. La parte basamentale è costituita da una tessitura a cortina sulla quale si alternano corsi di mattoni posati orizzontalmente, verticalmente e a spina pesce; si viene così a creare un disegno che muta continuamente, apparentemente senza regola, e che esalta la complessa geometria dello spazio.

Particolare cura è poi prestata alla tessitura in corrispondenza delle aperture. Per le porte è stato sviluppato un elaborato repertorio nella disposizione dei mattoni ad arco, mentre in corrispondenza delle finestre il paramento murario presenta una strombatura, solo accennata all’esterno e molto pronunciata all’interno, che mette in evidenza la rilevante massa muraria. Al carattere massivo delle pareti verticali in laterizio si giustappone la leggerezza della copertura lignea. Essa è organizzata in undici campate a padiglione molto allungate, sostenute da alte travi che poggiano sulle murature a sud e a nord. Lungo il lato sud le travi risultano perpendicolari alla muratura, mentre lungo il lato nord si innestano obliquamente nelle murature che delimitano la sala. Le falde sono ottenute mediante una struttura di puntoni fissati inferiormente alle travi e superiormente tra loro con connessioni di acciaio dal disegno particolarmente curato. Sui puntoni poggiano dei correnti in legno che sostengono a loro volta l’assito e il manto di copertura isolato, originariamente pensato in piombo. Il suggestivo spazio interno presenta un ulteriore elemento di forza nell’illuminazione zenitale della zona centrale dell’altare, ottenuta mediante una lanterna a pianta quadrata completamente vetrata che interrompe la continuità della copertura.

Andrea Campioli 
Professore ordinario, Dipartimento di Architettura, Ingegneria delle Costruzioni e Ambiente Costruito, Politecnico di Milano.

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