Italia/Nembro  
Archea Associati

Un involucro di vetro e cotto

L’articolata disposizione degli elementi in cotto smaltato che proteggono l’involucro vetrato del nuovo volume della biblioteca comunale di Nembro, piccola cittadina non molto lontano da Bergamo, crea uno speciale rapporto tra la luce del sole e l’edificio, caratterizzandone al contempo le superfici esterne e gli spazi interni

Il progetto di Archea associati per la biblioteca comunale di Nembro, completato nel 2007, prevede la completa riorganizzazione degli spazi di un edificio scolastico di inizio Novecento al quale si collega, attraverso il piano interrato, un nuovo volume1 . Quest’ultimo delimita il lato est della corte aperta dell’edificio esistente e accoglie, su due differenti livelli collegati da corpi scala collocati a nord e a sud, il deposito dei libri e spazi di lettura con accesso diretto al patrimonio librario. Il nuovo edificio si caratterizza per una peculiare struttura portante di acciaio, per un involucro vetrato continuo, fissato alla struttura portante dall’esterno e per un sistema di schermatura delle superfici trasparenti, costituito da elementi di cotto disposti con differenti inclinazioni rispetto al piano della vetrata.

La struttura portante dell’edificio è costituita da una serie pilastri di acciaio cruciformi composti da quattro profilati angolari L 140 x 140 x 13 saldati tra loro. I pilastri sono collegati orizzontalmente da profili tubolari da 100 mm di diametro disposti a un interasse di 240 cm, mentre il solaio di copertura è costituito da un sistema di travi HE imbullonato alla parte sommitale dei pilastri.

La struttura è controventata in ogni sua campata da barre con diametro di 24 mm disposte diagonalmente e ancorate ai pilastri mediante piatti sagomati. L’intera struttura è protetta con vernice intumescente di colore rosso. L’involucro trasparente è costituito da una chiusura verticale continua trasparente che presenta una configurazione invertita rispetto ai più diffusi sistemi di vetrata strutturale, essendo la struttura di ancoraggio posizionata verso l’esterno. È composta da cellule bordate con profili di acciaio inossidabile a L sui quali sono incollate le vetrocamere, composte da una lastra esterna temprata di 12 mm, da un’intercapedine di 15 mm e una lastra interna stratificata di 6 + 6 mm. Il giunto tra le cellule è sigillato con silicone. Il profilo consente il fissaggio dall’esterno delle cellule ai pilastri cruciformi.

L’edificio è completato da un sistema di elementi di laterizio estrusi e smaltati di colore rosso a forma quadrata, con lato di 36 cm e spessore di 5 cm, che protegge l’involucro trasparente dalla radiazione solare. Il sistema può essere considerato l’esito di una sperimentazione che presenta aspetti marcatamente innovativi, tanto sul piano espressivo, quanto sul piano tecnologico. Sul piano espressivo la libera rotazione degli elementi di cotto rispetto al piano dell’involucro vetrato ne smaterializza la continuità superficiale differenziandolo dalla gran parte delle chiusure verticali continue, anche laddove esse prevedano elementi di ombreggiamento. Inoltre la continua variazione dell’angolo di riflessione della radiazione solare accentua le differenze nel modo con il quale l’edificio viene percepito alle differenti ore della giornata e nelle diverse stagioni.

Lo spazio interno risulta fortemente caratterizzato dalla presenza del sistema di protezione, garantendo condizioni di comfort luminoso adatte alla lettura e offrendo viste dell’esterno che mutano in funzione della diversa disposizione degli elementi di protezione. Anche sul piano tecnologico il particolare sistema di fissaggio meccanico degli elementi laterizi presenta aspetti di indubbia originalità. Gli elementi presentano nello spessore di 5 cm otto fori di estrusione e il fissaggio è ottenuto facendo passare nel secondo foro una barra di acciaio di 20 mm di diametro che permette una libera rotazione di 180° degli elementi rispetto all’asse verticale. Mentre i sei fori più esterni hanno una sezione che riprende la forma delle lettere che compongono il nome del comune, il foro in cui passa la barra presenta una sezione stellare che consente a una boccola, anch’essa a sezione stellare e dotata di un’apposita vite di fissaggio, di bloccare nella posizione prescelta gli elementi, impedendone successivi movimenti.

Note

  1. Gli aspetti architettonici e di inserimento urbano del progetto sono descritti nell’articolo di Alberto Ferraresi pubblicato sul n. 136 di Costruire in Laterizio.

Andrea Campioli
Professore ordinario, Dipartimento di Architettura, Ingegneria delle Costruzioni e Ambiente Costruito, Politecnico di Milano 

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