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Brasile/São Miguel do Gostoso  
Atelier Matteo Arnone

Casa Attico

Affacciata sull’oceano Atlantico lungo le coste di São Miguel do Gostoso, nel nord-est del Brasile, la Casa Attico di Atelier Matteo Arnone è immersa in un paesaggio di dune sabbiose e bassa vegetazione litoranea. Concepita come una vera e propria “macchina del vento”, si inscrive in un dialogo con almeno tre tradizioni: il brutalismo tropicale brasiliano¹, la casa a patio nordafricana e mediorientale² come dispositivo climatico, e il dibattito contemporaneo sull’architettura passiva bioclimatica. Il contesto d’intervento si caratterizza per tre elementi fondanti che si sono costituiti come matrici fondamentali nella genesi della forma architettonica: la presenza costante, praticamente tutto l’anno, di venti alisei provenienti da est; un suolo conformato da dune instabili plasmate continuamente dallo spirare del vento; l’ampia vista sull’oceano. Le scelte formali esaltano e accentuano l’identità del luogo. Un basamento orizzontale bianco, alto un piano, si adagia lievemente sulle dune e conforma patii, logge e muri curvi, mentre al centro una torre troncopiramidale in laterizio si eleva dal basamento connotandosi come piccolo landmark. Da un punto di vista tipologico, Casa Attico è la combinazione della casa a patio e della casa a torre: il basamento definisce un sistema di corti e di patii variamente conformati, i quali generano un microclima controllato in cui si infrange la percezione di cosa è interno e cosa è esterno; al centro, la torre belvedere col suo volume centrale in laterizio a più livelli traguarda il paesaggio e l’orizzonte. La sommatoria atipica di queste due tipologie non risponde a logiche funzionali e distributive, ma è la risposta al diagramma del vento e della sezione climatica. La definizione di “macchina del vento” si addice a questo edificio, concepito per captare, modulare e ridistribuire il vento come principale in frastruttura climatica. Il suo impianto fortemente simmetrico definisce quattro generose camere da letto poste agli angoli del lotto rettangolare.

Quattro patii intermedi filtrano e separano le camere dal blocco centrale, in cui al piano terra si trova la cucina, che rappresenta il nucleo distributivo e sociale della casa, in stretto e diretto rapporto con i quattro patii. A completamento del sistema, un insieme di logge e corridoi aperti definisce una circolazione di tipo anulare, connettendo tutti gli spazi. Il sistema dei patii aperti lavora come filtro dinamico: il vento proveniente da est subisce una progressiva riduzione di velocità a contatto con i muri curvi, per poi raggiungere le quattro camere da letto con intensità controllata e bilanciata. Ma è lo spazio centrale con la sua torre il fulcro del dispositivo climatico. Costituita da due paramenti di mattoni con un’intercapedine ventilata, fa sì che l’aria entri alla base fra i due strati e, risalendo, generi un “effetto camino” che consente di espellere l’aria verso l’alto, raffreddando al contempo la muratura e contribuendo al comfort degli ambienti interni. Duplice è la funzione della torre: sul piano materiale, il mattone — grazie alla massa termica — funziona come scambiatore e condotto d’aria; sul piano architettonico, la torre svolge il ruolo di dispositivo ambientale che sfrutta il vento costante per ridurre il carico termico degli ambienti interni. In chiave tettonica, il basamento in cemento intonacato e tinteggiato di bianco appartiene alla dimensione orizzontale, con i suoi scavi in sottrazione fatti di corti e patii, mentre la torre con la sua massività appartiene alla dimensione verticale.

Il volume troncopiramidale in mattoni è l’elemento caratterizzante dell’edificio e si contraddistingue per la molteplicità di valenze: è un fatto strutturale, in quanto la torre costituisce un corpo murario portante di spessore considerevole; è un fatto climatico, in quanto la doppia parete ventilata definisce un muro climatico attivo con i benefici dell’effetto camino; è un fatto figurativo, in quanto la scelta progettuale della texture irregolare del mattone e il suo colore, uniti alla percezione dello spessore degli imbotti e alla forma delle aperture, definiscono l’iconicità e la particolarità della casa. La scelta del laterizio restituisce una forte tattilità materica, in palese contrasto con la parte basamentale bianca e liscia; inoltre, dialoga con il paesaggio circostante creando un’armonia cromatica con i colori della terra e della sabbia. La centralità della torre è supportata dall’utilizzo sapiente dell’ombra e della massa muraria: il basamento in calcestruzzo e le sue superfici bianche riflettono l’irraggiamento solare, garantendo temperature superficiali più contenute. Si aggiunga il contributo dell’ombreggiamento offerto dalle profonde logge e dai porticati nella protezione delle superfici verticali e degli spazi interni prospicienti; la massa complessiva di calcestruzzo e laterizio mitiga le oscillazioni termiche, a favore di un comfort pressoché stabile durante tutto l’arco della giornata.

 

Pasqualino Solomita

Architetto, PhD, Libero professionista 

 


Scheda tecnica

Oggetto: Casa Attico
Località: São Miguel do Gostoso, Brasile
Committente: Privato
Progetto architettonico: Atelier Matteo Arnone
Strutture: SP Project — Miguel Brazão
Impianti: JCA Multiserv
Cronologia: progettazione 2021, costruzione 2023
Fotografia: Federico Cairoli