fbpx
 
TAMassociati

Abitare la semplicità

Sostenibilità sociale e ambientale sono i principi che hanno guidato il progetto di questo “borgo solidale” residenziale, che trova nella semplicità costruttiva della muratura portante in laterizio e del tetto in tegole l’espressione di durevolezza, benessere abitativo ed economicità di gestione

L'Ecoquartiere Quattro Passi è un mini- villaggio composto da otto edifici monofamiliari, che si propone come esempio abitativo sperimentale di co-housing. I principi fondativi dell’impianto spaziale mirano a preservare la qualità paesaggistica dell’area in cui sorge il borgo, caratterizzata da vegetazione rigogliosa, e a rispettare i vincoli tipologici e insediativi del “borgo rurale veneto”. L’idea progettuale nasce dall’unione della tipologia a corte e dell’insediamento a borgo, realizzando una corte centrale comune e posizionando gli edifici sul perimetro. Il progetto si fonda inoltre su alcuni principi chiave di sostenibilità sociale e ambientale ed è stato sviluppato tramite un approccio partecipativo in collaborazione con Cooperativa Pace e Sviluppo. L’intenzione è di proporre un modo diverso di abitare, equo e solidale, fondato sulla condivisione e associato a un cambiamento di stile di vita, in cui “abitare sostenibile significa privilegiare la semplicità”. Questa impostazione ha determinato attenzioni ai bisogni sociali e al rispetto dell’ambiente e scelte tipologiche e tecnologiche orientate alla sintesi tra innovazione e tradizione, privilegiando robustezza e durevolezza, coniugando qualità, semplicità ed economicità. I volumi sono minimali, a pianta tendenzialmente quadrata e tetto a falde, richiamando la forma archetipica della casa. Ogni abitazione unifamiliare, con una superficie utile di circa 80 metri quadrati, si articola su due livelli e dispone al piano terra di una propria terrazza esterna privata. Pur in un linguaggio architettonico omogeneo e in una apparente uniformità dei volumi, ogni abitazione è stata realizzata su misura in funzione delle esigenze di ciascuna famiglia e ha una personalizzazione della distribuzione interna, delle aperture, e della colorazione delle schermature. Lo spazio aperto è interamente condiviso ed esclusivamente pedonale, con aree ludiche per bambini e ragazzi, e un orto collettivo. Inoltre, a nord è collocata una “casa comune” di 230 m2 per le attività sociali (sala polifunzionale con cucina attrezzata, portico per attività all’esterno, officina per il bricolage, magazzino Gruppo di Acquisto Solidale). La casa comune ospita anche gli impianti: la centrale termica a biomassa (pellet) per il riscaldamento dell’intero insediamento, l’impianto solare termico per l’acqua calda sanitaria e l’impianto fotovoltaico per l’energia elettrica della casa comune e il funzionamento degli altri impianti. Gli edifici sono in classe A, realizzati in muratura portante in laterizio a doppia parete, riducendo l’uso degli isolanti al minimo (solo per i ponti termici e in copertura), e privilegiando la massa per l’inerzia termica e il comfort termico (progettazione bioclimatica passiva).

 

Monica Lavagna

Professore Associato, Dipartimento ABC Architettura, ingegneria delle costruzioni e ambiente costruito, Politecnico di Milano

 

Ultimi articoli pubblicati


Tre strategie per Craco Vecchia. Laterizio, ricucitura, ospitalità diffusa
Tre progetti elaborati durante il workshop Earth Architecture / YACademy per Craco Vecchia usano il...

Abitare la semplicità
TAMassociati
Sostenibilità sociale e ambientale sono i principi che hanno guidato il progetto di questo “borg...

La rigenerazione dei borghi italiani nel PNRR
Attraverso strategie tecnologiche basate su modelli di economia circolare conformi agli obiettivi ...

Una residenza nel borgo
Lazzarini Pickering Architetti
Nel fitto ordito collinare dell’Umbria, immerso in un’area boschiva protetta nei pressi di Todi,...

MICROPLAN: il rettificato dell'edificio contemporaneo
Progettare oggi un edificio significa trovare un equilibrio tra esigenze sempre più numerose e comp...