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La rigenerazione dei borghi italiani nel PNRR

Attraverso strategie tecnologiche basate su modelli di economia circolare conformi agli obiettivi del PNRR, il contributo analizza il potenziale del laterizio nella rigenerazione dei borghi presenti nelle aree interne 

Le Aree Interne italiane, caratterizzate da una fitta rete di piccoli insediamenti, hanno subito nel secondo dopoguerra significativi squilibri territoriali a causa della migrazione della popolazione verso i principali centri urbani. Questa polarizzazione ha prodotto non solo disuguaglianze socioeconomiche, ma ha anche escluso questi margini da strategie di valorizzazione, affidandosi solo a interventi compensativi [1]. Negli ultimi anni, la Strategia Nazionale Aree Interne (SNAI) (1) [2] (fig.1) ha tentato di contrastare lo spopolamento attraverso un approccio territoriale, basato sulla valorizzazione delle risorse locali. Questa strategia trova concretizzazione operativa e finanziaria nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR): la linea di investimento 2.1 “Attrattività dei borghi” richiede una progettazione che garantisca sicurezza strutturale, efficientamento energetico e sostenibilità ambientale. In tale contesto, il progetto architettonico assume una marcata valenza tecnologica: le aree interne diventano veri e propri laboratori in cui sperimentare forme dell’abitare basate sull’economia circolare. I materiali della tradizione costruttiva locale, tra cui il laterizio (fig.2), emergono come risorsa fondamentale per coniugare l’innovazione tecnologica con la conservazione dell’identità storica e materiale del paesaggio costruito.