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La parabola degli apparati decorativi fittili, evento ‘globale’ di fine Ottocento

Le “terrecotte ornamentali” di fine XIX secolo sono state un fenomeno italiano, europeo e oltre oceanico, una breve parabola temporale tra tradizione artigianale e innovazione preindustriale. La valenza estetica e protettiva rispetto a smog e incendi potrebbe essere rinverdita dalle recenti possibilità di stampa 3D

L’abituale traiettoria degli studi italiani sui materiali fittili, almeno in ambito storico conservativo, tende a ripercorrere l’evoluzione storica dal mondo classico, talvolta interrompendosi agli albori della modernità o proseguendo fino alle più aggiornate tecniche di produzione dei materiali laterizi per il restauro1. Sembra interessante sondare un percorso speculativo diverso, focalizzato su una stagione creativa fortemente caratterizzata che nel momento stesso in cui raggiunse l’apice concluse anche la sua parabola. Si tratta della produzione fittile nell’ambito del fenomeno moderno delle ‘terrecotte decorative’ da circoscrivere, nella sua delimitata e specifica identità temporale, costruttiva e architettonica, tra la seconda metà dell’Ottocento e il primo Novecento [1]. Una produzione che si concretizzò anche in Italia ma che si manifestò in Europa e in altri ambiti che possono considerarsi estensioni delle culture europee (Americhe e Australia, ma non solo) configurandosi, ante litteram, come un fenomeno globale o almeno internazionale....