fbpx
Italia/Padova  
Bongiana Architetture

Texturised House

Nei dintorni di Padova, tra le vigne, lo studio Bongiana Architetture ha realizzato il progetto di recupero e ampliamento di una piccola preesistenza rurale, trasformata in “buen retiro” per accogliere i momenti più intimi e conviviali della famiglia. Cifra dell’intervento è il radicamento nel pragmatismo della cultura contadina locale, di cui lo studio riprende la capacità di “fare con ciò che si ha” e di trasformare lo “scarto” in risorsa. Superfici scabre e lasciate a nudo, dettagli ridotti all’essenziale, materiali recuperati e “reinventati” rivelano l’anima storica e orgogliosamente imperfetta del fabbricato rurale, su cui il gesto contemporaneo si innesta come traccia di un naturale processo di stratificazione storica e senza alcun cedimento alla retorica o all’estro autoriale: il risultato è un “ecosistema” eterogeneo e “testurizzato” di segni e memorie, dove ogni superficie si trasforma in un racconto cromatico e tattile e dove il dialogo tra passato e contemporaneità risuona in modo garbato ma efficace.

Partendo dal nucleo originario – un corpo cubico compatto – il progetto ha annesso all’esistente un nuovo volume traslato e ruotato per adattarsi all’orografia del terreno e per offrire la migliore esposizione al “cuore pulsante” della composizione: il volume a doppia altezza al piano terra, reinterpretazione della tradizionale barchessa veneta destinata al lavoro agricolo e qui reinterpretata come spazio baricentrico di relazione e socialità. Nel volume ex novo, tagli calibrati nell’involucro lasciano filtrare generosamente la luce naturale, creando variazioni chiaroscurali nel corso della giornata e dilatando la percezione dello spazio. All’interno, un minimale soppalco in legno e metallo color menta, che ospita un angolo lettura e una biblioteca, marca un chiaro gesto contemporaneo sovrapponendosi delicatamente all’esistente ed espandendo ulteriormente l’ambiente. Dalla cucina adiacente, una piccola scala raccorda con la quota dell’edificio esistente su due livelli, dove si collocano gli ambienti privati punteggiati da elementi originali recuperati e valorizzati, come il camino in mattoni e le travi in legno dei solai.

Una varietà di trame materiche a contrasto esalta il carattere piacevolmente ruvido e schietto della casa. Nell’involucro strutturale, il solaio latero-cementizio, i cordoli e portali in calcestruzzo armato lasciati a vista dichiarano la gerarchia degli elementi costruttivi; nelle finiture, squarci murari in pietra grezza lasciata a nudo (nella cucina e nel bagno) dialogano con nitide superfici intonacate, con il rivestimento in piastrelle ceramiche smaltate in tono verde acceso (nel bagno) e con le piastrelle “Split” in cotto (nel soggiorno, disegnate da Bongiana Architetture): mattonelle incise da scanalature ortogonali e diagonali, riempite a posa effettuata con un giunto colorato che, “giocando” con il tema della “fuga”, conferiscono all’elemento decorativo una ritmica vivace. Memorie passate e presenti si intrecciano nell’anima dell’edificio grazie ad un processo di recupero e riciclo che si spinge oltre l’obiettivo dell’economia di risorse, per fare della parsimonia un codice estetico e dello scarto un accattivante elemento progettuale.

Così, i pannelli dei trabattelli vengono trasformati in pedate per la scala, le tavole usate per cesate e perimetrazioni sono riutilizzate come pavimentazioni in legno, e molti pezzi di arredo sono recuperati con cura, come la cucina anni Cinquanta smontata da una vecchia casa e qui riproposta nella tonalità verde delle ante, tipica del periodo, e nelle porte recuperate dal sito o in magazzini delle vicinanze. Un esito compositivo particolarmente brillante è ottenuto dal riciclo del laterizio, secondo un’antica tradizione costruttiva (locale ma più estesamente mediterranea) che impiegava scarti e cocci in varie soluzioni materiche, dal cocciopesto romano ai pavimenti in terrazzo e seminato alla veneziana. Reinterpretando il modello del tradizionale seminato, il nuovo pavimento del soggiorno è composto – anziché dai consueti frammenti di marmo – da frammenti di terracotta di recupero provenienti dai mattoni impiegati per il rivestimento dei pilastri di cantiere, tagliati a listelli e affogati nel getto cementizio fresco: una “costellazione” di segni rossi che affiorano sul grigio, in contrasto con le porzioni di pavimento ligneo, e che creano una vibrante trama decorativa tra memorie vernacolari e lessico contemporaneo. Un gesto progettuale misurato ma concettualmente potente che suggerisce un’idea di abitare senza tempo, saldamente legato al Genius Loci e ai rituali di una vita auspicabilmente più semplice e autentica.

Chiara Testoni
Architetto, PhD


Schede tecniche

Oggetto: Texturised House
Località: Padova
Progetto: Bongiana Architecture
Cronologia: 2024
Superficie: 300m2
Fotografia: Riccardo De Vecchi

 

 

 

contentmap_plugin