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Italia/Milano  
Act_Romegialli - Paolo Donà

Biblioteca di Arconate

Il progetto per una piccola biblioteca comunale ad Arconate si pone come un esercizio di misura, un gesto di attenzione nei confronti di un manufatto agricolo preesistente che, pur nel suo silenzio, custodisce tracce sedimentate di lavoro, di tempo, di spazio condiviso. La scelta progettuale fondante è radicale nella sua discrezione: il volume originario, sviluppato su due livelli, non viene colonizzato interamente. Al contrario, si rinuncia deliberatamente all’uso del sottotetto, evitando interventi strutturali e impiantistici che ne avrebbero compromesso l’equilibrio statico e, ancor più, la valenza simbolica. Il grande vuoto ligneo, con le sue travi e le sue ombre, è mantenuto intatto, non più accessibile fisicamente, ma visivamente presente con la sua profonda e mutevole ombra.


Il piano terra diventa allora il campo operativo, con la rimozione dei volumi di epoca recente volta a liberare il ritmo originario degli slanciati pilastri in mattoni. Dentro questa trama strutturale si inserisce un nuovo volume leggero realizzato con struttura in acciaio, tamponamenti coibentati e rivestimento ligneo, che si attesta in altezza a circa la metà del volume del cascinale originario. Due ulteriori corpi ortogonali parallelepipedi, costruiti con materiali semplici e di facile messa in opera - blocchi in laterizio portanti e isolanti, solai misti in laterizio e calcestruzzo armato, acciaio e legno - si affiancano al corpo originario generando una piccola corte, uno spazio di soglia tra interno ed esterno. Questo vuoto, protetto ma permeabile, si configura come luogo pubblico capace di assorbire e restituire usi imprevisti: lettura all’aperto, incontri, pausa. La corte non è solo uno spazio funzionale, ma un dispositivo spaziale e simbolico, eco delle corti rurali, ma anche metafora di un tempo ritrovato. Sul piano linguistico, il progetto costruisce una tensione consapevole tra i due registri materiali: da un lato, la solidità del perimetro esterno, fondato sulla tessitura muraria con basamento in granito ghiandone, mattoni a faccia vista con trama gotica e spessi giunti orizzontali, intonaco grezzo, esili profili in metallo brunito; dall’altro, la leggerezza dei fronti interni interamente vetrati, che si aprono verso la corte attraverso la mediazione di un porticato articolato in un elegante bilanciamento strutturale tra esili profili in acciaio e massive colonne laterizie. L’edificio si dichiara pubblicamente sulla strada con misurata severità, ma si smaterializza nella relazione interna, lasciando spazio a una domesticità pubblica che raccorda le parti mediante il vuoto centrale. L’organizzazione funzionale interna segue questa logica di apertura e molteplicità: due accessi autonomi — uno per l’uso quotidiano della biblioteca, uno per eventi — suggeriscono una pluralità di tempi e usi.

Il ridotto abaco materico degli spazi interni, declinato in una scala di grigi (pavimento, arredi fissi, pareti, soffitti), esalta l’espressività dei toni rossobruni delle pareti fondali in laterizio, nella zona della reception, e degli elementi strutturali metallici. L’allestimento interno, essenziale e calibrato, favorisce una lettura unitaria degli spazi e consente una fruizione adattabile nel tempo, in grado di accogliere configurazioni d’uso differenti. L’intervento si fonda su una grammatica essenziale a servizio di una costruzione sincera, fatta di materiali grezzi, duraturi, riconoscibili; tra cui il laterizio faccia a vista e il granito tagliato a “piano sega”. La logica strutturale dell’intervento si ancora al mattone come elemento portante e misuratore dello spazio. I pilastri originari — lasciati a vista, restaurati nella loro scansione — sono interpreti di una grammatica muraria che non viene smentita, ma tradotta. Anche nei nuovi corpi di fabbrica, il mattone resta riferimento implicito: la sua logica modulare informa le proporzioni, scandisce i pieni, determina il passo visivo delle aperture. 

Antonio Acocella

Architetto, PhD, partner AFSa

 


Scheda tecnica

Oggetto: Biblioteca di Arconate
Località: Arconate (MI), Italia
Committente: Comune di Arconate
Progetto architettonico: Act_Romegialli, Arch. Paolo Donà
Progetto strutturale: Studio Ingegneria Moncechi Associati
Progetto impiantistico: Studio Forgad
Impresa di costruzione: M.G. Costruzioni (lotto 01) GI.GA. Project S.r.L. (lotto 02)
Cronologia: 2016/2018 (progettazione) 2018/2020 (realizzazione)
Superficie: 340 m2
Fotografia: Marcello Mariana