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Italia/Matera  

Tre strategie per Craco Vecchia. Laterizio, ricucitura, ospitalità diffusa

Tre progetti elaborati durante il workshop Earth Architecture / YACademy per Craco Vecchia usano il laterizio come dispositivo di continuità tra rovina e ciclo costruttivo secondo tre invarianti: percorso-matrice, ospitalità diffusa, disgiunzione strutturale

Riusare una rovina senza ripristino volumetrico né restauro stilistico è un problema costruttivo prima che compositivo: richiede una strategia tettonica compatibile con un suolo frammentato, geologicamente instabile e privo di continuità strutturale affidabile. Craco Vecchia — borgo della Basilicata evacuato definitivamente nel 1963 per fenomeni franosi attivi — offre a questo problema una base tecnica di lettura diretta: laterizio in archi, fasce marcapiano e rinforzi angolari su muratura portante in pietra calcarea locale sono una traccia leggibile in situ delle gerarchie costruttive storiche. Il problema si colloca all’intersezione di due linee di letteratura: la riflessione sulla rovina come categoria temporale autonoma e sul rapporto antico-nuovo e gli studi geologico-applicativi che documentano l’evoluzione dei fenomeni franosi del versante di Craco.