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Italia/Torino  

Polo scientifico di Grugliasco: sostenibilità e innovazione nell’edilizia universitaria

Il progetto della Città delle Scienze e dell’Ambiente di Grugliasco rappresenta un caso virtuoso, sviluppato dall’Università di Torino secondo i protocolli energetico-ambientali LEED. Il campus, in project financing adotta soluzioni nZEB, materiali a basso impatto e gestione centralizzata degli impianti

 

Il progetto del nuovo polo scientifico di Grugliasco rappresenta un ambizioso progetto di edilizia universitaria realizzato con l’obiettivo di assolvere agli obiettivi di sostenibilità e innovazione nell’edilizia universitaria nella progettualità di un Campus. Il Campus universitario occuperà un’area libera compresa nella fascia nordorientale del territorio comunale di Grugliasco, destinata allo sviluppo di infrastrutture universitarie e delimitata a nord dalla linea ferroviaria Torino-Modane, a sud dall’asse viario di Corso Torino, a ovest dall’esistente complesso universitario, a est con edifici privati a destinazione prevalentemente mista produttiva e residenziale. Questo progetto rappresenta una sfida significativa per il perseguimento degli obiettivi ambientali della certificazione LEED Gold di un Campus su un’area libera di circa 200 ettari e con oltre 85 ettari di nuove superfici costruite.

L’ambizione di ottenere una certificazione ambientale ha condizionato la scelta delle soluzioni tecnologiche e materiche in risposta al soddisfacimento di specifici requisiti che sono dipesi dal protocollo e dall’approccio scelto. I protocolli energetico-ambientali e il contesto del progetto Il ruolo delle certificazioni e dei protocolli ambientali è oggi consolidato e affermato nel riconoscere che essi promuovono un approccio per il controllo e la realizzazione del progetto che considera l’edificio in modo olistico come somma di parti che concorrono alla minimizzazione degli impatti ambientali e al soddisfacimento delle esigenze degli utenti. I protocolli e sistemi di certificazione ambientale sono strumenti volontari che consentono di misurare l’impatto ambientale di un edificio o di un complesso di edifici oggetto di diversi interventi, proprio a questa ultima categoria si rivolgono le più recenti e innovative applicazioni dei protocolli. Essi oggi non si limitano a misurare la prestazione energetica dell’edificio (climatizzazione, illuminazione, acqua calda sanitaria, dati e altre utenze elettriche…), ma comprendono altri aspetti come la gestione dell’edificio, la minimizzazione dell’impronta ambientale (dalla permeabilità dei terreni, all’effetto “isola di calore”, alla biodiversità), il contenimento dell’inquinamento generato dallo spostamento di mezzi e persone da e per gli edifici, l’inquinamento dell’aria, l’utilizzo di materiali da costruzione a basso impatto ambientale ed energia incorporata (materiali locali, riusati o riciclati) e privi di emissioni nocive, la minimizzazione del consumo delle acque sia per uso interno sia per irrigazione, nonché il comfort degli spazi (inteso in tutte le sue accezioni termoigrometriche, illuminotecniche, acustiche e di qualità dell’aria interna). Tra tali sistemi il LEED (Leadership in Energy and Environmental Design) è un sistema di valutazione promosso dall’associazione USGBC (U.S. Green Building Council) e gestito da un ente terzo indipendente, che basa la misura della sostenibilità ambientale in crediti (opzionali) e prerequisiti (obbligatori), ordinati in categorie ambientali omogenee. Al fine di raggiungere la certificazione è necessario perseguire tutti i requisiti previsti da LEED nei prerequisiti e un certo numero crediti. In base al punteggio raggiunto è possibile raggiungere il livello minimo di certificazione (almeno 40 punti) o ambire a livelli superiori: Silver (50 punti), Gold (60 punti) o Platinum (80 punti).

 

Il progetto è stato presentato a Klimahouse 2025 all’interno della mostra ‘Costruire un futuro sostenibile… dalla tradizione all’innovazione’, insieme ad altri quattro interventi certificati secondo i protocolli GBC Italia e LEED.

 


Scheda tecnica

Oggetto: Città delle Scienze e dell’Ambiente
Località: Grugliasco, Torino
Committente: Università di Torino
Project manager: arch. Dante D’Agostino, ing. Stefania Boni
Progetto architettonico: arch. Antonio D’Addario (Proger S.p.A Capogruppo)
Progetto degli allestimenti: arch. Maria Antonietta Di Savino, arch. Diana Tamburi
Progetto strutturale: ing. Stefano Pallavicini et al.
Progetto impiantistico: ing. Massimo Cadorin (coordinatore) (Manens-Tifs S.p.A.)
Consulenza per la sostenibilità: ing. Andrea Fornasiero, ing. Fabio Viero
Impresa di costruzione: Grugliasco Scarl
RUP: ing. Sandro Petruzzi – Arch. Battista Tortorella
Direzione lavori: ing. Davide Zeppegno (Università di Torino)
Cronologia: 2019 - in corso
Superficie lorda: 84.609 m2 edifici; 92.085m2 spazi esterni
Fotografie:
Proger S.p.A