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Francia/Samer  
Joly & Loiret Architectes

Casa del cavallo Boulonnais

La Casa del cavallo Boulonnais, progettata dallo studio Joly & Loiret, si trova a Samer, nella regione dell’Alta Francia, a pochi chilometri dallo stretto di Dover.
La struttura, situata al margine settentrionale del piccolo centro abitato, è stata realizzata per ospitare una scuderia con l’obiettivo specifico di allevare, curare e preservare la razza dei cavalli da tiro Boulonnais, anche soprannominati “colossi di marmo bianco” per la loro candida e statuaria presenza.
Il progetto si insedia in un contesto territoriale, quello del Parc naturel régional des Caps et Marais d’Opale, dove i tratti modesti tipici della ruralità, ancora visibili diffusamente nelle architetture abitative e produttive,
sono oramai contaminati dai linguaggi decontestualizzati delle strutture, prevalentemente produttive, insediate nel corso delle ultime decadi.
La proposta progettuale, coerentemente con il programma funzionale a cui dà risposta, intende affermare il proprio radicamento alla cultura del luogo, distribuendo i volumi monopiano attorno a un’aia rettangolare, organizzazione spaziale tipica delle strutture agricole a uso misto abitativo/produttivo. La definizione di un fulcro — la grande corte centrale — viene bilanciata dal carattere estroverso che hanno i volumi nel loro insieme, attraverso la disconnessione angolare che consente aperture e visuali verso il paesaggio circostante, e i singoli locali, in molti casi configurati come ambienti inter-esterni per la loro continuità funzionale e visiva.
Un “buon senso rurale” di costruire, che gli architetti dichiarano di aver ricercato tanto negli aspetti compositivi quanto in quelli costruttivi, in adesione alla cultura regionale basata — qui come altrove — sul pragmatismo, sull’economia dei mezzi e sulla semplicità realizzativa.
Il programma funzionale, articolato nei quattro corpi principali e in pochi piccoli annessi (oltre alle aree esterne), è composto da locali per il ricovero e la cura dei cavalli, spazi per la didattica, uffici  amministrativi e un ristorante, con il ruolo di promuovere nell’area un turismo lento non necessariamente legato alla cultura e tradizione equestre. Lo sviluppo orizzontale dei volumi, allungati linearmente e di modesta altezza, viene controbilanciato dalla tensione verso l’alto introdotta dai tetti a doppia falda in tegole olandesi. Il rosso manto laterizio, che copre con continuità tutti i volumi, si presenta come elemento unificatore dell’intero complesso, caratterizzandone in modo omogeneo la componente sommitale. Il tono astratto delle ampie superfici di copertura, che si presentano con poche soluzioni di continuità nella forma di piccole feritoie — tegole vetrate per l’ingresso di luce naturale nelle stalle — e più ampi abbaini in corrispondenza del volume di accoglienza e ristorazione, è chiaramente visibile dalla fotografia scattata dal campo di attacco rialzato. Per il volume delle stalle, la soluzione adottata è quella di un tetto ventilato, con la falda che si estroflette leggermente in corrispondenza della gronda in zinco (di tipo “nantaise”) per consentire una maggiore superficie di ingresso d’aria.
Le strutture verticali, al contrario, si caratterizzano per la varietà delle scelte adottate, tutte selezionate dall’abaco figurativo della tradizione rurale.
Mattoni, pietra e legno sono alternativamente utilizzati e combinati nei vari fronti del progetto, in una sintassi che sembra realmente affidarsi a una sensibilità “antica”, nella maniera di disporre certi elementi e di risolverne i dettagli esecutivi, lontana da certi eccessi di controllo geometrico e di afasia espressiva di alcune tendenze architettoniche moderne e contemporanee. A questa strategia sembra riferirsi la risoluzione del fronte sulla corte del corpo settentrionale, che ospita la sala di monta e il locale per le ecografie, oltre a un piccolo numero di stalle. La muratura faccia a vista con ricorsi di mattoni allettati, alternativamente, di testa e di coltello, viene forata da aperture dissimili per allineamento orizzontale, forma e dimensione. Risulta poi naturale il “salto” del basamento litico, in corrispondenza dell’arrivo della rampa, per assecondare le variazioni di quota. Un linguaggio contemporaneo, quello di Joly & Loiret, che nell’onestà figurale e nella semplicità dei mezzi trova la propria saldatura con la cultura rurale e ne afferma così la appropriatezza e attualità.

Antonio Acocella,
Architetto, PhD, partner AFSa


Scheda tecnica

 

Oggetto: Casa del cavallo Boulonnais
Località: Ferme de la Suze, Samer, Francia
Committente: Privato
Progetto architettonico: Joly & Loiret Architectes
Cronologia: 2014-2020
Fotografie: © Schnepp-Renou