Building Information Modeling: normative internazionali e mercati esteri

Italia, Regno Unito, Stati Uniti: si confrontano le prospettive della modellazione informativa nelle principali realtà internazionali alla luce delle strategie normative.
Occorre comprendere come l’evoluzione normativa che si riferisce al Building Information Modeling e alla Smart City (così come all’Internet of Things) abbia sostanzialmente due matrici culturali ben delineate: quella britannica e quella statunitense

Se, dunque, i maggiori Stati Membri della UE-28 stanno cercando di porsi a capo delle iniziative normative sovranazionali, nella realtà dei fatti, - le singole vie nazionali e continentali, culturalmente, operativamente e normativamente riescono ad affrancarsi nettamente dagli strand principali (fig. 1). Ciò avviene essenzialmente perché Collaborative Thinking, Information Management e Project Management appartengono da molto tempo a una tradizione che, quasi da un secolo, continua incessantemente a interrogarsi su alcuni leitmotiv, che la digitalizzazione oggi porta a sottolineare.

L’interrogativo verte, tuttavia, sulla reale possibilità di portare a compimento una svolta nel settore delle costruzioni che si alimenti definitivamente della cultura industriale, senza che questa ultima non sia declinata in maniera dozzinale e riduttiva. E’ questa una vera e propria sfida i cui esiti sono quanto mai incerti, sfida che la normazione cerca, il più precocemente possibile, di regolamentare, ma pure di governare. In realtà, l’evoluzione delle culture, delle metodologie e degli tecnologie dilata sempre più lo spettro di applicazione del settore delle costruzioni, causandone, al contempo, una crisi identitaria. La digitalizzazione è, infatti, nelle espressioni anglosassoni, transformational & disruptive.

Di conseguenza, la storia degli ecosistemi digitali racconta di una faticosa relazione tra innovazione incrementale e innovazione radicale che potrebbe anche condurre a punti di rottura...