I nuovi “Requisiti Minimi” per l’efficienza energetica degli edifici

Un esempio di applicazione del decreto “requisiti minimi” a un edificio di nuova costruzione mostra i limiti di un apparato normativo nuovamente concentrato sulla valutazione della prestazione energetica invernale degli edifici. Ci si sarebbe attesi di più, in un Paese che deve fronteggiare condizioni climatiche sempre più calde, con conseguente surriscaldamento degli ambienti ed elevati consumi per il raffrescamento

Nei mesi scorsi in molti si sono interrogati su quali sarebbero state le valutazioni e le richieste definite dai nuovi decreti attuativi della L. 90/2013 in ricezione della Direttiva Europea EPBD recast [1-3] sul risparmio energetico degli edifici. Lunghi e laboriosi sono stati i lavori per la loro definizione, numerosi i confronti su diversi tavoli di lavoro e, anche se alcune delle proposte migliorative non sono alla fine state prese in considerazione, si è giunti alla definizione del nuovo apparato normativo contenente i “Requisiti Minimi” per l’efficienza energetica delle costruzioni. In un precedente articolo [4] si era indagato su quali potessero essere le caratteristiche di un edificio “nearly Zero Energy Building” (nZEB), anche se non erano ancora definite le specifiche normative di riferimento, tentando di delineare al tempo stesso una proposta “Mediterranea” di nZEB.

Oggi, a qualche mese dall’entrata in vigore del decreto “Requisiti Minimi”, ci si interroga ancora su diversi punti della normativa non chiaramente specificati e si tirano le fila delle potenzialità. Ad una prima analisi non si possono purtroppo che rilevare notevoli carenze del testo, come sottolineato anche da altri autori [5]. Si nota immediatamente come alcuni aspetti di vitale importanza quale, ad esempio, la valutazione della prestazione energetica estiva degli edifici, non siano stati ancora sufficientemente sviluppati. Le normative europee nascono in contesti ambientali caratterizzati da temperature medie meno elevate e da apporti solari estivi decisamente più limitati rispetto all’Italia...