Paesi Bassi/Utrecht  
Mecanoo architecten

Valorizzare lo scarto

Il progetto, elaborato da Le residenze, situate nell’area di Vondelparc, a ridosso del centro di Utrect (NL), fanno parte di un articolato progetto insediativo, sviluppato dallo studio Mecanoo a partire dal 1998 e portato a termine nel 2001, che si proponeva di creare una enclave verde intorno alla quale realizzare due scuole e oltre duecento alloggi di diversa tipologia. Lungo i confini dell’area di progetto sono stati conservati gli edifici esistenti, riconvertiti a residenza, e piccoli spazi per il terziario. Ad essi è stato aggiunto un edificio residenziale alto di nuova costruzione con il preciso obiettivo di realizzare uno schermo a protezione della ricca articolazione tipologica e volumetrica dell’edificato. Il tema della residenza è stato poi declinato in modi molto differenti: sono stati progettati edifici in linea; back houses, caratterizzate da volumi articolati posizionati subito dietro le cortine stradali che si fondono con lo spazio pubblico; case a corte, costituite da appartamenti con una stanza-giardino e una terrazza che si affaccia sulla corte verde; case a schiera, collocate in un lungo corpo di fabbrica a tre piani, leggermente sinuoso, dotate di un giardino e di un parcheggio privato. Il sistema della residenza è completato da parcheggi seminterrati, collocati nelle corti verdi, sulla cui copertura in legno - interrotta da aperture che consentono l’illuminazione degli spazi sottostanti e il passaggio delle alberature - sono state ricavate le terrazze delle case a corte e i passaggi pedonali.

Certamente, la riorganizzazione di Vondelparc costituisce un esempio particolarmente interessante nell’ambito delle sperimentazioni insediative orientate a stabilire nuove relazioni tra la dimensione della città e quella del quartiere, tra lo spazio pubblico e quello privato. Ma il progetto presenta numerosi aspetti di originalità anche sul versante tipologico e costruttivo. Sul fronte delle tipologie, gli spazi confinati sono pensati, nelle molteplici soluzioni proposte, con particolare attenzione alla relazione con il verde e la strada, dando vita a una articolata dimensione di vicinato. Sul piano delle tecnologie costruttive, la sperimentazione di inedite soluzioni di rivestimento esterno si fonda su una attenta rilettura delle tecniche della tradizione olandese, nella quale è diffuso l’utilizzo del mattone faccia a vista. In tal senso, particolarmente interessante è il progetto dell’edificio realizzato con tipologia a schiera, nel quale la cura con cui è stato sviluppato il dettaglio delle finestrature e delle tessiture murarie costituisce un forte richiamo alla sapienza costruttiva che aveva caratterizzato l’uso del laterizio nei progetti di Michel De Klerk e della Scuola di Amsterdam agli inizi del Novecento. L’edificio presenta una struttura in cemento armato e si caratterizza per un differente trattamento dei fronti nord e sud. Quest’ultimo si rivolge verso uno spazio verde privato, nel quale è previsto un parcheggio, ed è realizzato con una muratura stratificata intonacata. Il fronte nord si affaccia, invece, sullo spazio verde pubblico che separa le case a schiera dagli edifici a corte ed è costituito da un sistema stratificato composto da una muratura interna in blocchi di silicato di calcio di 100 mm, da una intercapedine di 150 mm con un pannello isolante di 110 mm e da una muratura di rivestimento esterno in mattoni faccia vista di 100 mm, la cui giacitura è caratterizzata da un andamento sinuoso irregolare.

Per la costruzione di quest’ultima, sono stati utilizzati i mattoni che, nel processo di cottura, sono posti più vicino alla fiamma e che, generalmente, vengono scartati perché deformati e bruciati. Il tema dell’irregolarità della disposizione, introdotto nella composizione della tessitura muraria del rivestimento in laterizio, è ripreso ed enfatizzato anche nell’organizzazione delle aperture. Il piano terra del lungo fronte nord è caratterizzato dalla disposizione regolare delle porte di legno che danno accesso agli alloggi e di finestre con vetro fisso che si alternano a finestre sporgenti, di dimensioni più grandi e dotate di anta apribile. Ai piani superiori, sono previsti due diversi tipi di chiusura trasparente: finestre di diverse dimensioni, leggermente arretrate rispetto al filo esterno del rivestimento, sono intercalate a finestre di differente ampiezza, in aggetto, che espandono gli ambienti interni delle abitazioni verso gli spazi verdi esterni. I volumi delle finestre sporgenti sono realizzati con pannelli in legno coibentati e rivestiti con una lamiera in zinco-titanio dello spessore di 0,8 mm. Con la stessa lamiera è rivestito l’elemento sporgente del coronamento della copertura piana posto a protezione dei bovindi sottostanti. Tutte le finestre sono in legno con vetrocamera, articolate in una porzione fissa e in una apribile, e sono dotate, sul telaio fisso superiore, di un dispositivo per il controllo della ventilazione.

Andrea Campioli
Professore ordinario in Tecnologia dell’Architettura, DABC.

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